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5 novembre 2008

Ecco la laurea in Cooperazione interculturale allo sviluppo

“Con l’ evolvere degli assetti geopolitici, la complessità dei rapporti tra il Nord e il Sud del mondo, i continui flussi migratori e l’ emergere di m“Con l’ evolvere degli assetti geopolitici, la complessità dei rapporti tra il Nord e il Sud del mondo, i continui flussi migratori e l’ emergere di modelli di sviluppo diversi da quelli finora adottati, è necessaria la formazione di figure professionali che sappiano adattarsi ad ogni circostanza, che sappiano interagire con i nuovi organismi internazionali, enti pubblici e privati, regionali o nazionali ”. E’ quanto ha affermato di recente Antonio Luigi Palmisano, docente di antropologia culturale e di antropologia politica presso l’ ateneo, nonché coordinatore del nuovo corso di laurea magistrale in “ Cooperazione interculturale allo sviluppo ” indetto quest’ anno all’ Università di Trieste. Oggi infatti è sempre più richiesta la figura di cooperatore interculturale rispetto a quella dell’ antropologo, dello psicologo o del diplomatico.
Per venire incontro a questa necessità l’ Università Triestina si è mossa facendo nascere una laurea magistrale ad hoc, utile alla formazione di un “ homo heuropaeus ”, che abbia come campo d’ azione il mondo intero ma che sia allo stesso tempo ancorato al proprio territorio di origine.
Questa iniziativa per la città di Trieste non rappresenta altro che un continum rispetto ad una tradizione caratterizzata dall’ attitudine alla mediazione internazionale. Per Palmisano “ bisogna partire dalla creazione di un punto di incontro fra attori sociali occidentali e attori sociali “ altri ”, siano essi vicini in quanto immigrati oppure lontani ”. Proprio la capacità di relazionarsi all’ altro nel suo specifico contesto culturale, politico, economico e religioso a mostrare le effettive possibilità di cooperazione, in special modo in situazioni di conflitto. “ Relazionarsi – ha proseguito Palmisano – vuol dire decentralizzare le attività operative: se qualche tempo fa toccava agli organismi e alle istituzioni statali occuparsi di progetti di cooperazione nei Paesi interessati da emergenze umanitarie, oggi il compito viene affidato alle Ong e alle agenzie internazionali. E’ per questo che occorre una formazione mirata ed in continuo aggiornamento ”.
Il corso di laurea magistrale, partito con l’anno accademico 2008/2009 è tutt’altro che semplice: sono previsti infatti corsi di filosofia e antropologia, e sarà fondamentale l’ acquisizione di strumenti psicologici specifici. Sarà necessario inoltre avere una eccellente padronanza dell’italiano e dell’ inglese, e abbinarvi l’apprendimento di una lingua a scelta tra cinese, arabo, spagnolo, portoghese o russo.

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