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10 novembre 2008

Fuorisede, le difficoltà e le bugie di chi vive lontano da casa

E’ un’ inchiesta di Studenti magazine, condotta sul forum di Studenti.it, a rivelare dati inaspettati su quegli studenti che decidono di compiere il lE’ un’ inchiesta di Studenti magazine, condotta sul forum di Studenti.it, a rivelare dati inaspettati su quegli studenti che decidono di compiere il loro iter universitario lontano da casa, i chiamati “fuorisede”. Avere vent’ anni e dover affrontare compiti fino a quel momenti sbrigati dai genitori ( faccende di casa, cucinare, etc.) e in più studiare e avere un buon rendimento agli esami, non è certo poca cosa. Sarà per questo allora che il 27 % dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di aver mentito almeno in un’ occasione ai genitori riguardo il superamento di un esame a cui magari si è ricevuta una bocciatura o al quale non ci si è neppure presentati. Sarebbe semplicistico però spiegare questi dati collegandoli alle difficoltà quotidiane di una vita lontana dall’ ala protettiva della famiglia. E’ indicativo infatti che bel il 44% degli intervistati dichiari di aver fatto la scelta di studiare fuori città per “non sentirsi soffocare” in famiglia, sensazione molto diffusa nella fase post- adolescenziale. Una chiave interpretativa ci è fornita da un’ esperta, che rivela come il problemi nasconda una motivazione ben più profonda. Da parte degli studenti fuorisede c’è in generale una difficoltà nel gestire i rapporti con la famiglia”, spiega la dott.ssa Michela Petrocchi del Counselling psicologico della Sapienza di Roma alla redazione di Studenti.it. “Per loro le difficoltà sono bivalenti, da un lato vivono la nostalgia del distacco dai genitori, le difficoltà di ambientamento nella grande città e le varie problematiche annesse; dall’altro vivono in maniera negativa la richiesta di prestazione da parte dei genitori che in qualche caso sono un po’ troppo pressanti”. E’ l’ eterna questione dello scontro tra generazioni e dell’ incapacità di comunicare all’ interno delle famiglie, proprio dove il dialogo andrebbe coltivato.

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