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12 dicembre 2008

Indebitarsi per studiare. In America è boom

Si chiama finanziamento d’onore ed in America è una pratica molto diffusa per potersi finanziare gli studi universitari. Studenti indebitati che una vSi chiama finanziamento d’onore ed in America è una pratica molto diffusa per potersi finanziare gli studi universitari. Studenti indebitati che una volta trovato lavoro pagano rate su rate per rientrare del loro prestito universitario. Negli Stati Uniti, dove la retta del college è cresciuta del 40% negli ultimi cinque anni ben sette milioni di studenti usufruiscono del programma federale dei prestiti per lo studio e le richieste da parte dei giovani, tra prestiti e borse di studio, sono aumentate fino all’ 82% negli ultimi dieci anni. Ora questa forma di finanziamento prende piede anche in Italia. Anche da noi i costi sostenuti per l’istruzione universitaria sono in costante ascesa e variano enormemente a seconda del percorso di studi ( e anche un po’ di vita) scelto. Si parte da circa 300 euro fino ad arrivare anche a 1.579 euro l’ anno nel caso di un’ università statale come La Sapienza. E poi libri e affitto di una camera che, per un fuori sede in una città come Roma, si traduce in una vera e propria stangata. Alcuni percorsi formativi ad alta specializzazione post-laurea poi, possono arrivare a costare anche 40 mila euro. Chi non ce la fa, si affida alle banche. Per far fronte a questa nuova situazione il governo italiano, in collaborazione con l’ Associazione bancaria italiana, ha realizzato da marzo un progetto («Diamogli credito») in cui gli studenti modello dai 18 ai 35 anni possono richiedere un prestito, fino a 6 mila euro, rimborsabile in (massimo) tre anni con un tasso annuo (inferiore alla media di questo tipo di finanziamenti che varia tra il 6 e l’ 8 per cento) del 5,8%. Nel caso di mancato rimborso, vengono condonati allo studente i primi tre mesi di ritardo, con il solo addebito degli interessi. Quindi la banca può attivare il fondo di garanzia che rifonderà il 50 per cento del debito insoluto e lo studente finirà nel registro degli insolventi della Centrale rischi. Il fondo istituito dallo Stato è di 33 milioni di euro per il triennio 2007-2009. Nei primi quindici giorni sono arrivate 280 richieste di finanziamenti agevolati per un totale di 928 mila euro erogati. Gli ultimi dati disponibili (fine maggio) parlano già di 2,3 milioni di euro finanziati per oltre 1.477 richieste. I soldi possono essere utilizzati per un programma Erasmus, piuttosto che per pagare le spese connesse alla locazione per i ragazzi che studiano fuori casa. Iniziative analoghe sono presenti in diverse università italiane, come l’ateneo di Bologna che dal 2004 eroga il prestito d’onore. Ancora timida, e non paragonabile a quella americana, è l’adesione degli studenti italiani. Tale condizione di finanziamento si basa sul presupposto del rimborso rateizzato al termine del percorso di studi, quando presumibilmente ci si inserisce nel mercato del lavoro. Condizione che ai neo laureati italiani è ben lontana dall’essere garantita.

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