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18 aprile 2009

Nasce la prima play station per disabili

Da giochi senza frontiere a giochi senza barriere. L’università di Pisa risponde ad una sollecitazione dell’Aias (Associazione italiana assistenza agli spastici) che segnala la mancanza di giochi utilizzabili anche da persone affette da handicap. Una sfida che la squadra dell’ateneo ha accettato facendo prima una ricerca di mercato per individuare il gioco più popolare che è risultato essere la PlayStation, poi creando un progetto “Giocare tutti insieme alla PlayStation”.
Ma in che cosa consiste esattamente il progetto? In parole semplici si tratta di un’interfaccia che permette di collegare alla PlayStation uno o più sensori specifici per disabili. Il sensore può essere di diverso tipo, a seconda della disabilità e può quindi essere attivato da chi non usa le mani ad esempio con un soffio, con un lieve movimento del braccio, della nuca e così via. A sua volta ciascun sensore può essere abbinato ad uno qualsiasi dei tasti del joypad. In tal modo il giocatore con disabilità può controllare fino a nove tasti. Non solo: il tasto del joypad abbinato al sensore lavora anche in parallelo a quest’ultimo il che significa che continua a funzionare normalmente e quindi può essere attivato anche con la semplice pressione. Quest’ultimo non è certo un dettaglio perché grazie a questa duplice funzionalità, il joypad può essere utilizzato da un altro utente oltre a quello con disabilità e quindi il dispositivo permette il gioco collaborativo. Un ragazzo che non riesce ad usare le mani può infatti sfidare il computer grazie all’aiuto di un amico il quale premerà per lui i tasti che egli non è in grado di attivare. La semplificazione dell’interfaccia permetterà inoltre di giocare anche a soggetti con limitate capacità cognitive.
Il concetto di fondo è l’importanza del gioco come strumento di emulazione e inclusione sociale. Pertanto il dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa ha messo a punto un joypad particolare per le persone che non riescono a utilizzare quello tradizionale. Lo scopo è favorire l’utilizzo dei videogiochi da parte di coloro che hanno difficoltà motorie agli arti superiori e con difficoltà cognitive.
Il dispositivo è già stato utilizzato con successo da alcuni giovani ed è già arrivato in commercio grazie a Ideability, azienda spin-off dell’Università di Pisa.

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