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24 giugno 2009

Inediti manoscritti di Fermi all’Ateneo pisano.

L’Ateneo pisano ha acquisito nove manoscritti di Enrico Fermi, risalenti all’età giovanile, che documentano l’evoluzione dello scienziato tra il 1921 e il 1924.
Nel 1918 Enrico Fermi aveva superato l’esame per entrare alla Scuola Normale e, ancora studente, nel 1921 pubblicò i suoi primi due lavori sulla rivista scientifica “Nuovo Cimento” su temi di elettromagnetismo. Sono questi i due manoscritti più antichi acquisiti dall’Ateneo, mentre altri due sono legati al suo lavoro di tesi del 1922, i cui risultati furono presentati sempre sul “Nuovo Cimento”. Seguono altre due pubblicazioni nell’ambito della meccanica analitica, per concludere, nel 1924, con alcuni lavori fondamentali sulla meccanica quantistica.
Il periodo tra il ’21 e il ’24 fu determinante nella formazione di Fermi che, in questo periodo, elabora concetti e teorie di altissimo livello, aprendo, di fatto, la nuova frontiera della fisica teorica con temi di meccanica quantistica e relatività generale, innovativi per l’epoca.
I documenti, conservati nella biblioteca privata della famiglia Lischi per più di ottant’anni, sono passati all’Università grazie alla creazione del fondo comune “adotta un manoscritto del giovane Fermi”, a cui hanno contribuito alcuni sponsor e un pool di aziende.
Ora, a completamento del progetto, sarebbe auspicabile la pubblicazione delle carte di Fermi in un volume della PLUS, la casa editrice dell’Ateneo.

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