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20 gennaio 2010

Nasce l’imballaggio eco-attivo

A Salerno nasce l’imballaggio eco-attivo che mantiene freschi più a lungo gli ortaggi. L’idea, firmata in tandem da Alexandra Albunia e Rosangela Feola, è destinata a entrare presto in tutte le nostre case, migliorando la qualità della nostra vita. In pratica si tratta di un rivestimento attivo a base di un nuovo polimero che permette un rallentamento della maturazione ed il prolungamento del periodo di conservazione degli alimenti in modo più efficace rispetto ai prodotti usati finora. Il progetto ha conquistato il “Premio Made New in Italy 2009- I materiali innovativi dall’università all’impresa”, messo a disposizione dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM) e dall’Università di Firenze. “Sia il progetto sugli imballaggi attivi – spiega Alberto Cigada, Responsabile del trasferimento tecnologico INSTM e professore ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali al Politecnico di Milano – sia quello sulle membrane multifunzionali (vincitore del secondo premio) rappresentano un eccellente esempio di come la ricerca innovativa svolta in ambito universitario possa diventare opportunità di business”. In particolare, secondo la commissione che ha valutato i business plan, il progetto sugli imballaggi attivi “unisce il rigore della ricerca scientifica, una idea progettuale attuale ed innovativa ed un business-plan credibile in grado di coinvolgere da subito investitori industriali” mentre quello sulle nano-membrane “offre al settore del tessile, ed in particolare ai territori che su questo settore basano la loro economia come la Regione Toscana, nuove possibilità di innovazione tecnologica grazie alla ottima qualità della ricerca sviluppata dal team del progetto”.
L’imballaggio è costituito da un film poroso di rivestimento a base di polistirene sindiotatticoattivo, una molecola dotata di microcavità che catturano l’etilene, l’ormone responsabile del processo di maturazione dei vegetali. “Il nostro assorbente polimerico – spiega Albunia, ricercatrice dell’Università di Salerno – oltre al controllo del livello di etilene, consente di svolgere delle ulteriori funzioni, non riscontrabili negli imballaggi attivi attualmente disponibili sul mercato, quali la minimizzazione della disidratazione e la riduzione di conservanti, che permette di lasciar maturare i frutti sulla pianta, contribuendo ad ottenere un prodotto più genuino, più fresco e più saporito”. E nel 2010 dovrebbe vedere la luce Nano Active Film srl, la società che si occuperà della realizzazione e commercializzazione di questi imballaggi innovativi.

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