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20 giugno 2010

Il colpo va storto in quel di La Storta

“Pensavamo ormai di averla fatta franca”.
Queste le parole pronunciate al momento dell’arresto da uno dei ricettatori del bottino delle 14 tele.

Vittima del furto una psicologa collezionista di opere d’arte, che aveva ricevuto in eredità alcune sculture insieme a dei quadri che portano la firma di autori del calibro di Kandisky, De Chirico, Fontana, Grosz e altri artisti minori. Il furto era stato compiuto nel suo attico intorno alla metà di Marzo scorso circa.

La refurtiva ammonta alla somma di trenta milioni di euro, prontamente restituita alla proprietraria grazie all’operazione congiunta dei carabinieri della compagnia Cassia e della squadra mobile di Roma.

Le opere d’arte, prelevate dall’abitazione della vittima, sono state nascoste, in un secondo tempo, all’interno di alcuni sacchi dell’immondizia e gettati nei pressi di una discarica abusiva nelle campagne romane in zona La Storta, sulla Cassia.

La dinamica del colpo prevedeva l’articolazione distinta di due manovre in due differenti momenti: il furto e l’immissione nel circuito del mercato clandestino delle medesime opere.

I colpevoli sono tutti uomini stranieri e, in merito alle indagini svolte dalle forze dell’ordine, si crede che si tratti di professionisti del crimine organizzato. I due arrestati hanno confessato di aver stretto accordi con gli uomini che avevano eseguito il furto nella Capitale. Il loro lavoro iniziava solamente nella seconda metà del colpo, infatti erano addetti a piazzare la refurtiva sul mercato nero internazionale.

Le indagini dei carabinieri della compagnia Cassia e della squadra mobile di Roma proseguiranno fino a che l’intera banda non verrà sgominata.

Serena Calabrese

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