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12 luglio 2010

Esami Facili, situazioni difficili

“Basta un po’ d’impegno per superare gli esami”. Dopo aver sentito così tante volte questa frase verrebbe da crederci. Chi studia e s’impegna viene promosso. Sempre. Ma se ci credessimo, sbaglieremmo. A confermarlo sono i fatti di cronaca che da qualche anno sconvolgono (ma neanche troppo) gli italiani. Per andare bene con certi professori non serve neanche studiare. Quello che chiedono in cambio di un esame in più sul libretto è semplicemente uno o più incontri. Di sesso. Le sentenze dei giudici a volte confermano altre smentiscono le accuse. Resta il fatto che il sesso, volontario o meno, è moneta di scambio nel commercio degli esami.

Nel 2001 la vicenda del Professor Ezio Capizzano, docente di Diritto Commerciale ha sconvolto l’Università di Camerino. Gli incontri sessuali tra il professore e le studentesse venivano filmati. Una di loro ha denunciato il professore per violenza e anche altre hanno sostenuto di essere sue vittime. La sentenza, però, ha scagionato il docente.

A Cesena nel 2002 si verifica una vicenda analoga ma con qualche variante. Maurizio Sorbini insegna economia e marketing a Scienze delle tecnologie alimentari. Alle ragazze preferisce i ragazzi e un incontro con lui non vale un esame. Il professore predilige incontri gay e in cambio assicura agli studenti una carriera, non semplicemente qualche voto in più. A sentire i racconti dei ragazzi sembra che il Prof. Sorbini voglia ispirarsi ai metodi pedagogici della Grecia antica, dove l’esperienza sessuale con il sapiente è motivo di crescita.

Tanti altri i casi basati sul binomio sesso-esami. L’ultimo, in termini di tempo, è avvenuto a Catania. A fine ottobre del 2009 una studentessa ha accusato Elio Rossitto, professore di Economia alla facoltà di Scienze Politiche di averle chiesto favori sessuali in cambio dell’esame. Anche altre hanno dichiarato di poter avere facilmente un trenta e lode cedendo alle avances.

Tutto ciò fa riflettere. Sono tanti gli studenti che denunciano, ma forse sono ancora di più quelli che tacciono. Per paura o per vergogna. Abbiamo chiesto direttamente agli studenti cosa pensano con un questionario.

Nessuno dichiara di aver ricevuto proposte indecenti in cambio di esami. Quasi tutti sono d’accordo sul fatto che esiste chi può permettersi di agire in modo scorretto. Al momento di stabilire chi è il responsabile di queste losche trattative, però, i pareri sono discordanti. Non si può decidere a priori di chi sia la colpa. Quasi all’unanimità gli studenti si dichiarano contrari alla cosiddetta legge bavaglio che potrebbe non far emergere scandali di questo tipo. Soltanto qualcuno afferma timidamente di essersi accorto di un episodio di scandalo durante una seduta d’esame. Nessuno ha mai denunciato. Quasi tutti d’accordo sul fatto che nelle Università frequentate si verifichino altri tipi di favoritismi e che i professori hanno più potere degli studenti per il ruolo che ricoprono.

Le gerarchie esistono da sempre e dappertutto ma quando il potere è abusato l’unica soluzione per evitare soprusi è sottrarlo. Si parla spesso di meritocrazia, è questo l’unico valore di cui i professori delle nostre Università dovrebbero farsi portatori. Dimostrare che con l’impegno e non con altri mezzi si raggiunge il successo è un dovere.

Rosy D’Elia

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