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20 luglio 2010

Ma come fanno i Tibetani a vivere così in alto?

Un paragone tra i genomi di 50 Tibetani e di 40 cinesi di etnia Han ha rivelato che il gruppo tibetano si separò da quello Han poco meno di 3000 anni fa, e da allora ha sviluppato rapidamente l’abilità unica di adattarsi a vivere in alta quota e con uno scarso livello di ossigeno.

Il confronto tra genomi, portato avanti dai rivoluzionari biologi dell’Università di Berkeley, in California, ha svelato più di 30 geni con mutazioni del DNA che sono diventati prevalenti nei Tibetani rispetto ai cinesi, e, di questi, circa la metà sono legati al modo in cui il corpo utilizza l’ossigeno. In particolare, un tipo di mutazione va da una percentuale di presenza del 10% nei cinesi a quasi il 90% nei Tibetani.

‘Si tratta del cambiamento genetico più rapido che si sia mai osservato in un essere umano’, spiega il professor Rasmus Nielsen, docente di biologia integrativa all’Università di Berkeley, che ha curato l’analisi statistica del progetto. ‘A causa di un cambiamento così forte, tante persone sarebbero dovute morire per il semplice fatto di avere una versione non corretta del gene’.

La mutazione diffusa nei Tibetani riguarda un gene chiamato EPASI, il cosiddetto ‘gene del super-atleta’, identificato diversi anni fa e così chiamato perché alcune sue varianti sono associate a prestazioni atletiche di alto livello. Il gene agisce su una proteina coinvolta nella percezione del livello di ossigeno e, probabilmente, svolge la funzione di bilanciamento del metabolismo aerobico e anaerobico.

Secondo il professor Nielsen, queste nuove scoperte potrebbero guidare gli scienziati verso l’analisi di quei geni, ancora oggi sconosciuti, che influiscono in maniera importante sul comportamento del corpo umano in caso di diminuzione di ossigeno, e potrebbe permettere di agire su alcune malattie, come la schizofrenia e l’epilessia, direttamente legate alla mancanza di ossigeno nell’utero.

Rocco De Leo

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