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28 novembre 2010

La fine di Harry Potter.. Parte I

Ed ecco l’ennesimo Harry Potter: un film divertente, appassionante ma a tratti incompleto. La visione stenta a decollare in alcuni punti soprattutto a causa del sofferente distacco dal libro che ha costretto il film a dividersi in due parti. Troppo lunga la storia o troppi i potenziali guadagni fruibili? Prima di addentrarci in pericolose sentenze.. un occhio alla trama:
Harry Potter scappa disperatamente da Hogwarts che è ormai caduta nelle mani di Voldemort così come il Ministero della Magia. La morte di Silente ha lasciato un vuoto che è stato colmato dalle forze oscure e Harry si sente abbandonato. Così non è però e se ne accorgerà alla lettura del testamento, sia ad Harry, che a Ron che ad Hermione è stato infatti lasciato in eredità un oggetto a suo modo cruciale per la resistenza. Non è però ancora il momento delle grandi battaglie quanto quello della fuga alla ricerca degli horcrux, oggetti o esseri viventi contenenti frammenti dell’anima di Voldemort. Solo a metà del suo percorso però Harry si renderà conto che anche il signore oscuro è alla ricerca di un oggetto ugualmente cruciale che tuttavia non sono gli horcrux.

Ne risulta un clima conflittuale, pieno di rincorse a cui, però, manca il decollo. Voldemort è spaventoso ma la noia derivante da alcuni istanti della pellicola sembra suggerire uno slancio che non arriva, prevedibilmente rimandato al prossimo episodio. Non manca, però, la magia, l’incanto, la frenetica rincorsa dell’astrazione mentale, non manca la baudrillardiana dissoluzione del reale in favore di un mondo che probabilmente tutti auspichiamo e che spiega l’enorme successo di botteghino.

Si tratta di un film che chiede al pubblico di prendere aria e aspettare per espirare fino alla conclusione della storia, la tanto attesa Parte II. Nel frattempo si concede una storia fatta di attese e rimandi che serve a porre le basi per la conclusione. Una interessante introspezione psicologica per chi ama Harry e company ma, come dire, manca il vero tocco di magia.

Tommaso Cesruso

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