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28 dicembre 2010

Come cambia l’Italia: la raccolta differenziata in Calabria

Oggi è Natale. E’ tempo di regali… Mi sento generoso e, quindi, vi regalo una parola: conferire. Non è bellissima, ma rende l’idea. Indica la possibilità di un alloggio sicuro per i nostri rifiuti i quali cambiano vita. Dapprima disseminati sciattamente lungo le strade o ammassati a forza sui cassonetti, possono essere ora conferiti in appositi bidoni diversi per colore e qualità dei rifiuti. Una sorta di gran premio giornaliero dell’avanzo con gap incluso assolutamente da vincere, pena sanzioni salatissime. Mia madre questo lo sa bene e tutte le mattine s’agghinda tutta e prepara il suo bidone decisa a vincere. È da un mese quindi, che a casa mia, accade tutti i giorni, più o meno la stessa cosa.

Mia madre prende le scatolette vuote di tonno e le mette in lavastoviglie; quando le tira fuori, scintillano. Mia sorella se n’è accorta è avrà pensato: mia madre è impazzita. Sbagliato sorellina. Nostra madre sta benissimo. Cerca solo di rispettare le nuove norme della raccolta differenziata che nel paesetto dove alloggio (la vita credetemi è un’altra cosa), è eseguita con rigore teutonico. La regola (più o meno), è questa: le lattine e lo scatolame vanno nel bidone blu. I resti del cibo quotidiano vanno invece nell’umido (bidone verde). Le etichette, bisogna inserirle tra la carta e il cartone che viene raccolta il martedì. Per i più sozzi c’è addirittura una bio –pattumiera. La plastica andrebbe messa, invece, in un sacco semitrasparente così come il secco, che però va in un altro sacco.
Non so se mi sono capito o se avete capito. Comunque, avrete capito certamente questo: se un essere umano riesce a districarsi tra le regole della raccolta differenziata, è dotato di facoltà mentali superiori alla media. L’importante è essere freddi automatici e calcolatori. Peccato che queste qualità non coincidano affatto con quelle di un italiano medio che è invece, lo sappiamo bene, passionale, istintivo ed ingenuo (uno è addirittura diventato Presidente del Consiglio)… e soprattutto ultra sofistico, a tratti super amletico.

Certo, perché (bisogna ammetterlo) son tanti i dubbi che solleva la raccolta differenziata e che agitano i sopori dei calabresi. Perché il martedì umido (bidone verde) e carta e cartone (bidone blu), vano raccolti insieme? La soppressione dei sacchi neri è stata legittima ed è al passo con i tempi (ci finiva dentro di tutto e non si vedeva nulla); ma perché al loro posto sono arrivati i sacchi semitrasparenti? Non potevano essere trasparenti e basta? L’ambiguità è un marchio che ci deve segnare a vita in omaggio al padrone?
Partendo da simili presupposti, non temo spernacchi se dico che la spazzatura diverrà presto materia universitaria e un moto di tensione pervaderà costantemente i nostri volti perennemente indecisi su quale rifiuto conferire per prima.

L’amministrazione dal canto suo, fa poco per calmare le ansie dei suoi elettori. Sulla copertina del bollettino distribuito in tutte le case campeggia una mano (probabilmente femminile), composta in modo caritatevole quasi a dire “ehi! non preoccuparti ti aiutiamo noi!” Un mese di raccolta differenziata dimostra che le cose vanno meglio, ma sottili irregolarità vengono ancora commesse con la complicità dei ragazzi addetti alla raccolta porta a porta.
A noi sta andando tutto bene. Ogni mattina, un uomo viene a suonare al campanello e quando qualcosa non va, ce lo dice subito. Preciso come un corazziere svizzero. Fin troppo. Comincio a pensare che il tipo sia laureato in biochimica e dia ripetizioni a domicilio.
Ma forse questo, a mia madre non lo dico.

Gaetano Santandrea

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