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31 dicembre 2010

Disastro nucleare in Niger: l’indifferenza dell’Occidente

Nel bel mezzo del dibattito sul nucleare in Italia giunge notizia che nel cuore dell’Africa proprio il nucleare ha inflitto un’altra profonda ferita a questa terra martoriata.L’11 dicembre l’Africa è stata colpita dall’ennesima sciagura. I guai purtroppo a quanto pare non bastano mai a questa terra sfortunata: alle guerre, alle carestie, alle malattie e allo sfruttamento dell’Occidente imperialista si aggiunge un immane disastro ambientale: ben 30 milioni di litri di fanghi radioattivi sono fuoriusciti da una vasca di una miniera di uranio in Niger.

Non abbiamo dati ufficiali circa le dimensioni del disastro, anche perchè la notizia non ha ricevuto l’interesse del mondo industrializzato: le prime stime parlavano di 2 ettari invasi da 200 mila litri di questi fanghi, ma stime molto meno ottimistiche affermano, come già detto, che i litri sono 30 milioni e gli ettari già contaminati addirittura 20.

Inutile dire che l’impresa che controlla questa miniera è occidentale: si tratta della francese AREVA.

Va detto anche che già nello scorso maggio un dettagliato rapporto di Greenpeace aveva rivelato come i villaggi circostanti fossero circondati da una natura già pesantemente contaminata e compromessa da scorie nucleari, palese dimostrazione che l’AREVA non rispettava nessuno degli standard di sicurezza necessari in un’impresa del genere, al contrario da quanto dichiarato dai quadri dirigenziali dell’azienda.

Questo disastro suscita tanti spunti di riflessione: in primis, la disgraziata situazione di un continente sfruttato, che non riesce a risollevarsi e a rendersi indipendente dal giogo occidentale proprio a causa di questo giogo; la completa noncuranza delle multinazionali nei confronti della natura, e i terribili disastri che sono conseguenza di questa noncuranza; e, non per ultimo, il mito occidentale secondo cui il nucleare sia energia pulita.

Nel nostro paese una grossa fetta della classe politica vorrebbe il ripristino dell’energia nucleare, ma, come questo gravissimo incidente dimostra, il nucleare soffre di una trafila sporca, a partire dalla miniera fino allo smantellamento delle scorie, a dimostrazione che l’atomo è una fonte di energia non sostenibile.

Un’ultima cosa: AREVA è l’azienda che, secondo gli accordi tra Italia e Francia dell’aprile 2010, dovrebbe occuparsi della “rinascita nucleare” del Bel Paese. Meditate su ciò, sostenitori del nucleare…

Alberto De Luca

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