• Google+
  • Commenta
26 dicembre 2010

La formazione manageriale

Con la definizione formazione manageriale si intende l’insieme di attività rivolte allo sviluppo di abilità comportamentali utili e spesso indispensabili ad una molteplicità di figure professionali.

Il termine manageriale farebbe pensare che tale tipo di formazione sia utile solamente alla figura del manager vero e proprio. In realtà possiamo considerare che qualsiasi professionista si trovi ad interfacciarsi con altre persone possa in qualche modo desiderare di sviluppare determinate abilità che gli consentano di essere più efficace nel proprio lavoro.

All’interno della definizione di formazione manageriale rientrano infatti una molteplicità di corsi e per-corsi molto differenti tra loro, che hanno come obiettivo quello di sviluppare appunto abilità diverse e spesso sinergiche tra loro. Si va dalla gestione del tempo alla gestione delle proprie risorse interiori, dallo sviluppo della propria autostima alla gestione dello stress, dall’ascolto alla creazione della propria vision per il futuro, dalla leadership alla gestione di team di lavoro, dalla comunicazione efficace al public speaking, dai corsi di vendita e negoziazione ai corsi sulla gestione del dissenso, dai corsi sulla gestione del cambiamento all’empowerment (termine anglosassone che sta per “sviluppo di fiducia nelle proprie capacità”.

Esistono poi corsi e percorsi che si svolgono in aula e corsi e percorsi che prevedono di trascorrere del tempo svolgendo determinate attività outdoor, dunque all’aperto. Lo scopo di queste ultime è quello di far confrontare i partecipanti in attività che richiedano la capacità di problem solving, lavoro in team, comunicazione efficace, leadership, divisione dei compiti, cooperazione. Solitamente al termine di giornate outdoor ci si ritrova in un’aula per fare il debriefing, ovverosia l’analisi di ciò che è accaduto per riflettere e approfondire le dinamiche vissute.

In tal modo è possibile prendere determinate consapevolezze e pianificare come agire in futuro per essere più efficaci. In generale la formazione manageriale nasce per integrare le conoscenze accademiche maturate in ambito scolastico e universitario.

La formazione manageriale utile tanto al neolaureato quanto al professionista

La formazione manageriale può risultare utile tanto al neolaureato quanto al professionista da anni sul campo: quando si parla di sviluppare determinate abilità chiunque può decidere di voler diventare più efficace, al di là della sua età, della sua anzianità di lavoro, delle esperienze che ha vissuto. Detto in altre parole: non c’è limite al miglioramento e alla crescita personali.

Molto spesso ci si ritrova nel mondo del lavoro avendo sì le conoscenze specifiche richieste per il ruolo… ma non quelle appunto “comportamentali” utili e spesso indispensabili per poter svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi.

L’università si occupa di trasferire tutte le conoscenze necessarie. Così come i vari praticantati assolvono al compito di far fare pratica di quella conoscenza. Il punto è che oggigiorno un professionista non deve soltanto conoscere molto bene la propria materia.

Un professionista dovrebbe essere in grado di comunicare efficacemente e di sapersi far ascoltare, dovrebbe essere in grado di saper parlare in pubblico per vendere idee, progetti, prodotti, servizi. Se un professionista si trova all’interno di un team di lavoro dovrebbe sapere come relazionarsi con gli altri componenti del team.

Dovrebbe sapere come farsi valere superando resistenze e obiezioni. Dovrebbe sapere come pianificare il proprio tempo… C’è poi da considerare che il mondo cambia, i trend e le tendenze cambiano, il mercato e gli equilibri internazionali cambiano… quindi ciò che magari fino a ieri garantiva di essere competitivi, oggi dovrebbe essere integrato. Le abilità che si possono acquisire ed integrare grazie alla formazione manageriale sono davvero molte, diverse e sinergiche tra loro. Sul mercato esistono numerose realtà che offrono questa tipologia di corsi e percorsi. Ognuna segue un proprio “metodo”, una propria filosofia.

Ciò che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo, n.d.r. ) accomunare le realtà della formazione (e renderle in qualche maniera diverse rispetto alla realtà dell’istruzione) è dato dal fatto che le dinamiche d’aula sono decisamente interattive, portano i partecipanti ad imparare “facendo” e non solo ascoltando, coinvolgono grazie a role-play, cioè simulazioni durante le quali i partecipanti si confrontano, agiscono, giocano ruoli simulando ciò che poi accade nella realtà lavorativa. Di sicuro anche nella formazione esiste una quota di tempo dedicata al trasferimento di conoscenza, dunque: dati, definizioni, schemi, diagrammi, nozioni.

Ma poi una formazione che sia realmente tale si preoccupa soprattutto di “spingere” i partecipanti a confrontarsi attivamente, a testare determinate dinamiche, a mettere in pratica direttamente dentro l’aula di formazione tutto quanto viene visto e analizzato. La formazione non dovrebbe limitarsi a trasferire conoscenze (acquisibili per altro anche grazie a letture di libri specialistici, trattati, saggi, audio e videocorsi; dovrebbe invece andare oltre il livello dell’acquisizione della conoscenza ed arrivare a sviluppare l’abilità stessa. Di sicuro all’interno di un’aula si sarà sempre in un contesto che per quanto “realistico” non potrà mai essere equivalente alla realtà vera e propria; al contempo si potranno però testare praticamente concetti, metodologie, simulazioni che permettono di acquisire la necessaria sicurezza per agire poi nella realtà lavorativa.

Per quanto riguarda il mestiere del formatore bisogna dire che gli “sbarramenti all’ingresso” per proporsi in questo campo sono molto bassi… Chiunque può aprirsi una partita iva, registrare una società di servizi, crearsi un sito internet accattivante, stamparsi dei biglietti da visita con su scritto “formatore” e proporsi come tale… per cui il mercato pullula di seri professionisti e di sedicenti tali, come del resto per altre professioni. Dunque per chi volesse avvalersi di un formatore… il consiglio più vecchio del mondo rimane quello di chiedersi: da quanto tempo è sul mercato, con quante persone/quali realtà aziendali ha lavorato, che referenze vanta.

Il mondo della formazione è davvero molto ricco e variegato. E sono migliaia e migliaia i professionisti pronti a testimoniare l’efficacia della formazione, valutata concretamente in termini di aumentate performance e maggiore efficacia. Non rimane dunque che chiedersi quali sono le abilità che si ritiene indispensabile sviluppare e cercare sul mercato la realtà formativa più adatta alle proprie esigenze.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy