Asilo e scuola materna chiusi: effetti su didattica e istruzione

Mario Ragone 3 Novembre 2020

Asilo e scuola materna chiusi: effetti sulla didattica, come evitare danni sulla formazione dell'infanzia secondo la docente e dirigente di asilo Maria Giovanna Falco.

Con la chiusura del settore scolastico causata dal Covid, i pediatri mettono in allarme i genitori circa i danni e le conseguenze dell’isolamento nei bambini. Implicazione educative che per gli esperti  on vanno sottovalutate, e rappresentano una minaccia per la formazione dell’infanzia e non solo. Asilo e scuola materna chiusi vuol dire negare un diritto educativo e sociale ai bambini. La solitudine forzata ai quali i bimbi sono costretti, potrebbe determinare quindi un ritardo nell’apprendimento, perchè mancano stimoli adeguati. Oltre che un danno alla socialità dei più piccoli, che altrimenti si avrebbe al nido e alla scuola dell’infanzia.

La pandemia ha inciso purtroppo negativamente su più livelli, provocando effetti e danni importanti se si pensa al lavoro, o ancora all’economia e la sanità. Tenendo in considerazione il quadro generale della situazione risulta però imprescindibile portare avanti alcuni settori. Su tutti quello scolastico, specie quello primario, maggiormente gestibile rispetto agli istituti secondari di primo e secondo grado.

Per comprendere meglio le ripercussioni che asilo e scuola materna chiusi potrebbero avere sui bambini, abbiamo coinvolto nella discussione la docente e dirigente di asilo Maria Falco.

Il suo parere tecnico quale figura addentrata nel contesto educativo, ci aiuterà a chiarire meglio cosa rischiano i più piccoli qualora si trovassero nella condizione di dover restare a casa.

Asilo e scuola materna chiusi: quali sono gli effetti su didattica e istruzione dei bambini più piccoli

Andiamo a vedere dunque cosa significherebbe asilo e scuola materna chiusi: ovvero quali sono gli effetti eventuali su didattica e istruzione dei bambini. Premesso che le condizioni anti-Covid sono basilari per garantire qualsiasi tipo di azione sociale o professionale, è altresì vero che non si può bloccare un Paese intero. Almeno non per un periodo la cui durata risulta ancora poco chiara. Proprio per questo motivo è opportuno capire anche quali sono le prospettive per la didattica dell’infanzia.

Esaminiamo meglio, quindi, la questione con l’aiuto del parere tecnico della docente Maria Falco.

“A mio avviso, la preoccupazione maggiore per i bambini più piccoli è di ordine specialmente emozionale. Se vogliamo parlare, però, di effetti specifici sulla didattica di questa particolare fascia d’età, non posso comunque evitare di far riferimento proprio ad una sfera relazionale. La prima e più evidente conseguenza del rimanere a casa è la perdita di relazione con quelle figure adulte di riferimento che non appartengono al nucleo familiare e, in molti casi, quindi, il ritorno ad una relazione esclusiva con i cosiddetti caregiver” – sostiene la docente Falco –

“Secondo quanto ho avuto modo di sperimentare nella mia esperienza – prosegue – questo comporta un certo grado di regressione. Nonchè la perdita di alcune autonomie e disorientamento, in virtù della significativa variazione della routine quotidiana. Non è un fatto di secondaria importanza e non si può pensare che sia staccato dalla cosiddetta “didattica”. Elemento, quest’ultimo, che molto spesso si crede consistere in una mera trasmissione di conoscenze teoriche. Per la scuola dell’infanzia, infatti, le indicazioni nazionali per il curricolo fanno riferimento a campi di esperienza. Il sé e l’altro, il corpo e il movimento, i discorsi e le parole, etc. Strumenti, insomma, che non possono essere sostituiti da nessuna didattica a distanza”. 

Come evitare danni sulla formazione scolastica dei bambini

Spostiamo ora il focus su come evitare danni sulla formazione scolastica dei bambini, ascoltando ancora una volta le indicazioni della docente Maria Falco:

“Lo scorso anno scolastico ho avuto modo di comunicare spesso con i miei alunni attraverso tanti video che potessero lenire la mancanza di una scuola “in presenza”. Ho constatato, mio malgrado, che gli sforzi di educatori, genitori e quelli dei bambini stessi non hanno colmato il vuoto. Nemmeno un po’. Per la riapertura in sicurezza delle scuole, in estate, le linee guida ministeriali hanno sottolineato che “i bambini di età inferiore ai sei anni hanno esigenze del tutto particolari. Esse sono legate alla corporeità e al movimento: hanno bisogno di muoversi, esplorare, toccare. Il curricolo si basa fortemente sull’accoglienza, la relazione di cura, la vicinanza fisica e il contatto, lo scambio e la condivisione di esperienze” – spiega la docente Falco –

“Il rispetto delle norme sanitarie – continua – è inoltre intralciato dall’attuale strutturazione delle scuole dell’infanzia e dalla difficoltà di un insegnante di monitorare il rispetto delle stesse con soggetti così piccoli. Il problema è molto grave e davvero serio. La sfida dei nostri giorni, è dunque quella di cercare di essere insegnanti indispensabili in ogni tipo di didattica. Non basta più sensibilizzare o denunciare i problemi, occorre investire nella formazione dei docenti. Così come nella ricerca educativa e nella possibilità di attuare politiche scolastiche più conformi alle reali esigenze dei più piccoli”. Con asilo e scuola materna chiusi, l’apprendimento dei più piccoli ne risente in maniera incolmabile. E purtroppo non ci sono valide alternative che possano sostituire la figura delle maestre o dei compagni di giochi. Relazioni, queste ultime, fondamentali per la crescita e lo sviluppi dei bambini di chi mesi e anni.

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avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto