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13 aprile 2011

Costa d’Avorio: l’arresto di Laurent Gbagbo

Laurent Gbagbo, appropriatosi illegalmente del titolo di Presidente della Costa d’Avorio nel 2010, è stato arrestato lo scorso lunedì in seguito all’assalto della sua residenza da parte delle Forces républicaines de Côte d’Ivoire (FRCI) di Alassane Ouattara, riconosciuto vincitore delle elezioni presidenziali del novembre 2010 dalla comunità internazionale.
Dopo l’arresto Gbagbo è stato condotto all’ l’Hôtel du Golf di Abidjan, quartier generale di Ouattara, dove si trova tutt’ora, come ha annunciato da New York Farhan Haq, porta parola delle Nazioni Unite. Restano ancora da definire le circonstanze che avrebbero portato al decesso di Désiré Tagro, l’ex ministro dell’interno di Gbagbo, anch’egli condotto dopo l’arresto all’ Hôtel du Golf.

Non sono terminate le tensioni che da dieci giorni dominano ad Abidjan, la capitale economica ivoriana. Se nel sud della città la presenza dell’Onu e delle forze francesi della Licorne assicurano un po’ più di sicurezza, il nord, in particolar modo i quartieri pro-Gbagbo, come quello di Cocody-Deux Plateaux, sono in preda ai saccheggi.

Dopo l’arresto il Preidente Ouattara ha pronunciato un discorso esortando gli ivoriani a cessare le armi. « Il nostro paese ha appena voltato una dolorosa pagina della propria storia » ha dichiarato. Ha poi ripetuto il suo impegno nel sostenere una commissione che faccia luce sui massacri, i crimini e le violazioni dei diritti dell’uomo di questi giorni, per concludere con un altro appello alla pace affinchè iniseme al popolo ivoriano, si possa scrivere una nuova pagina, quella della riconciliazione. Il generale Philipper Mangou ha dichiarato al canale televisivo TCI che la polizia e i soldati riprenderanno da oggi il proprio lavoro, mettendosi a disposizione del nuovo presidente.

Dalla fine di marzo 536 persone sono state uccise nell’Ovest dlela Costa d’Avorio secondo quanto indica l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti dell’uomo. I massacri sono stati compiuti soprattutto nella città di Duekoué. Secondo la Croce Rossa, le violenze compiute dalle milizie dei due rivali avrebbero provocato almeno 800 morti soltanto a Duekoué, nella giornata del 29 marzo.

Continuano le polemiche sul ruolo della Francia nell’arresto di Gbagbo. Il Ministo della Difesa francese Gérard Longuet ha assicurato che le forze francesi non hanno in alcun modo partecipato all’arresto dell’ex presidente ivoriano, dichiarado sulla rete televisiva Europe1 che saranno presto disponibili i video dell’operazione. I pro- Gbagbo continuano a sostenere un coinvolgimento delle forze francesi, accusando la Francia di aver oltrepassato il suo mandato.
Il capo di Stato maggiore dell’arma francese Edouard Guillaud sostiene che non vi è stato « alcun ruolo particolare in sostegno delle forze speciali », sottolineando che « in nessuno momento le forze francesi sono penetrate nella residenza presidenziale », e che Laurent Gbagbo si sarebbe « reso » alle forze di Ouattara. Il consigliere di Gbagbo, Alain Toussain afferma invece che “il presidente Gnagbo è stato arrestato dalle forze speciali francesi e consegnato ai capi della ribellione”. Sarebbero stati proprio questi ultimi a condurre sul posto le forze francesi, sorprendendo il presidente nel suo ufficio. Pascal Affi N’Guessan, capo del Front populaire ivorien (FPI), il partito dell’ex presidente Gbagbo denuncia « un colpo di Stato ad opera delle forze armate francesi », richiedendo la liberazione di Gbagbo.

Benedetta Michelangeli

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