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31 Maggio 2011

Afghanistan e conflitto israelo palestinese

Afghanistan e conflitto israelo palestinese
“The politics and aesthetics of non violence”
Incontro con Louie Palu, Nouraddin Shehaddah e Ricky Levi
Università degli Studi di Verona

Due conflitti. Due guerre. Una che si trascina da decenni, l’altra che corre il pericolo di essere dimenticato. Sono temi caldi e di grande attualità quelli che verranno trattati e analizzati durante il simposio internazionale “The politics and aesthetics of non violence” che si svolgerà dal 2 al 4 giugno, organizzato dal dipartimento di Filosofia, pedagogia e psicologia dell’università di Verona e dal Finnish center of excellence in political thought and conceptual change. Tre gli ospiti che interverranno nel corso delle giornate. Il fotografo canadese Louie Palu, che terrà una conferenza dal titolo “The Costs of War” giovedì 2 giugno alle ore 18.15 alla Società Letteraria in piazzetta Scalette Rubiani. Il palestinese Nouraddin Shehaddah e l’israeliano Ricky Levi, entrambi portavoce dei Combatants for peace, che interverranno sabato 4 giugno alle 11.45 nell’aula 1.1 del polo Zanotto con una relazione intitolata “Non-violence as a Strategy in Palestine/Israel”.

Louie Palu, nato in Canada nel 1968 da genitori italiani, è un fotoreporter che dal 2006 segue la Guerra in Afghanistan come freelance. Il suo progetto, fortemente focalizzato sugli aspetti sociali e politici, mira a riportare l’attenzione su un conflitto che a suo parere viene troppo spesso trascurato. Palu si è occupato anche del centro detentivo di Guantanamo Bay, con un lavoro che è stato pubblicato sul “The Atlantic Monthly”. Oltre ad aver ricevuto numerosi premi, ha collaborato col “The New Yorker”, “The New York Times”, “Time”, “Newsweek”, e “The Economist” e le sue opere sono apparse in numerose collezioni tra cui il “George Eastman house international museum of film and photography”, e il “Museum of fine arts Houston”.

Nouraddin Shehaddah e Ricky Levi sono entrambi portavoce dei Combatants for peace, associazione non-violenta israelo-palestinese che ha avuto inizio da un’azione congiunta di palestinesi e israeliani che avevano preso parte attiva nel ciclo della violenza: gli israeliani come soldati dell’esercito nazionale (IDF) e i palestinesi come parte della lotta violenta per la libertà palestinese. Dopo aver brandito armi per troppi anni, ed essersi reciprocamente affrontati solo attraverso lo scontro armato, hanno deciso di deporre i fucili, e di combattere per la pace. Agiscono solo attraverso mezzi non-violenti per fare in modo che ciascuna parte sia in grado di comprendere le aspirazioni nazionali dell’altra. Sono convinti che il dialogo e la riconciliazione siano l’unico modo per mettere fine all’occupazione israeliana, per fermare i progetti di colonizzazione e per arrivare ad uno Stato palestinese, con capitale Gerusalemme Est, che coesista con lo Stato israeliano.

Tra i loro obiettivi: sensibilizzare entrambe le opinioni pubbliche circa le speranze e le sofferenze della parte avversa, creare dialogo e collaborazione, educare la società israeliana e palestinese alla riconciliazione e alla lotta non-violenta, fare pressione politica su entrambi i governi per fermare il ciclo della violenza, mettere fine all’occupazione e riprendere un dialogo costruttivo.

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