Arriva il suono che apre le porte al futuro delle comunicazioni

Redazione Controcampus 27 Giugno 2011

Fabrizio Tamburini dell'Università di Padova dimostra pubblicamente a Venezia che creare più canali naturali nella stessa frequenza è possibile Venerdì 24 giugno, dalla Loggia del Palazzo Ducale a Venezia è stata fatta da Fabrizio Tamburini dell'Università di Padova, con l'aiuto di Bo Thidé dell'Istituto di Fisica Spaziale Svedese di Uppsala e Visiting Professor CARIPARO della Scuola Galileiana di Studi Superiori, la prima dimostrazione pubblica dell'utilizzo delle proprietà di vorticità delle onde elettromagnetiche per creare più canali naturali nella stessa frequenza.

Questo esperimento innovativo, oltre a rievocare quello di Marconi nel 1895 quando invase ogni frequenza dell’etere per far suonare un campanello a distanza nella villa di Pontecchio, supera le presenti tecnologie che suddividono in bande lo spettro di frequenze per permettere la trasmissione di diversi segnali in contemporanea su un’unica frequenza.

L’esperimento si basa sulla vorticità dei campo elettromagnetici, una proprietà instrinseca delle onde elettromagnetiche che può essere trasportata anche da un singolo fotone nello spazio e nel tempo. Un’onda elettromagnetica vorticosa avvolge la sua fase come un fusillo un numero finito di volte nello spazio di una lunghezza d’onda. Questi aspetti spaziali del campo elettromagnetico possono essere modulati per le telecomunicazioni, dando così origine a un nuovo tipo di sintonia.

L’evento ha dimostrato con successo spettacolare per la prima volta pubblicamente, dopo settimane di test sia a Padova che a Venezia, che questi nuovi gradi di libertà possono già essere impiegati per telecomunicazioni e radioastronomia con una tecnologia semplice e disponibile con strumentazioni convenzionali.

L’esperimento è stato ideato da Fabrizio Tamburini dell’Università di Padova, con l’aiuto di Bo Thidé dell’Istituto di Fisica Spaziale Svedese di Uppsala e Visiting Professor CARIPARO della Scuola Galileiana di Studi Superiori. La parte operativa sia della preparazione, studio e realizzazione del progetto che dell’assembraggio della strumentazione sono stati resi possibili grazie alla stretta collaborazione del gruppo di lavoro composto dal Professor Filippo Romanato del Dipartimento di Fisica dell’Università di Padova e Direttore del Laboratorio LaNN (Laboratorio per la Nanofabbricazione di Nanodispositivi) di Venetonanotech che ha sostenuto e sponsorizzato l’esperimento e dove si sono svolte le prima prove di trasmisione, dal Professor Antonio Bianchini e dalle Dottoresse Anna Sponselli ed Elettra Mari del Dipartimento di Fisica Astronomia dell’Università di Padova. Per generare un vortice elettromagnetico è stata realizzata, nei laboratori del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Padova, una speciale antenna parabolica vorticosa’ con la collaborazione del Professor Someda, del dottor Palmieri e Galtarossa.

La stazione trasmittente è stata posizionata sulla torretta di destra della Compagnia della Vela ed ha due antenne, una normale Yagi (a pettine) e quella vorticosa, sulla stessa frequenza di 2,414 GHz. La stazione ricevente è posta sulla loggia di Palazzo Ducale a 435 metri circa dalla trasmittente ed è fatta da due antenne Yagi accoppiate fra di loro in un interferometro. Spostando meccanicamente una delle due antenne si realizza una sintonia spaziale da un segnale senza vorticità a quello vorticoso. Due canali naturali sulla stessa frequenza.

Una folla ha riempito lo spazio antistante Palazzo Ducale per osservare i giochi di luce ed ascoltare la prima trasmissione, due suoni discordanti ciascuno per canale. Muovendo meccanicamente l’ antenna si identificavano chiaramente i punti in cui un segnale veniva annullato ed emergeva l’ altro semplicemente annusando lo spazio. Alla fine, è emerso per la prima volta il suono chiaro del canale vorticoso dimostrando che la sintonia per vorticità è possibile e facilmente realizzabile.

Le implicazioni di questo esperimento, guidate dalla Scienza, potranno per esempio dare nuovi occhi ai radiotelescopi per la ricerca diretta di buchi neri rotanti e per la turbolenza del plasma interstellare. Plasmonica, super risoluzione ottica e ricerca dei pianeti extrasolari sono già in fase di studio all’ Università di Padova e al Laboratorio LaNN di Venetonanotech. Tra le applicazioni più interessanti sono quelle biomediche per la diagnosi precoce e non invasiva del cancro. E il primo brevetto per la trasmissione broadcasting e futura telefonia mobile è stato depositato giusto lo stesso venerdì 24 giugno. Tutte queste inziative stanno dando vita ad un spin-off.

Una città intera, la Città di Venezia ha permesso di realizzare questo sogno di un esperimento alla Marconi, nel posto dove ormeggiava agli inizi del secolo scorso lo Yacht Elettra, la Bianca Nave Laboratorio. I radioamatori dell’ ARI hanno dato un contributo indispensabile alla riuscita dell’ esperimento. Per realizzare tutto questo, Tamburini, Tullio Cardona, giornalista e regista e Roberto de Carli, imprenditore, fondarono un anno fa il gruppo Vortici&Frequenze con lo scopo di realizzare il primo esperimento pubblico.

La madrina dell’ evento è stata la Principessa Elettra Marconi-Giovannelli, figlia di Guglielmo Marconi, che ha presenziato all’ annuncio dell’ evento pubblico e ha seguito al telefono la prima dimostrazione pubblica. Scienziati, industriali ed ingegneri di fama mondiale hanno partecipato a questo evento. Fra questi Giuliano Berretta, chairman di Eutelsat, main sponsor della dimostrazione, Sir Michael Berry, candidato al Premio Nobel per la Fisica, e il Presidente della Fondazione Marconi Falciasecca, il direttore di RAI 3 Giovanni De Luca, l’ assessore comunale alla Pianificazione Strategica Pier Francesco Ghetti e tantissimi altri hanno affollato la Sala dello Scrutinio dove veniva spiegato l’ esperimento.

L’ evento, realizzato in collaborazione con Venezia Marketing&Eventi, ha il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero all’Innovazione Tecnologica, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna, della Regione Veneto, della Provincia di Venezia, del Comune di Venezia, della Fondazione Marconi e dell’ Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti Inoltre si avvale della collaborazione della Municipalità di Venezia, Murano e Burano, della Compagnia della Vela, del social forum Venessia.com, dell’ associazione Guide Turistiche di Venezia.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto