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1 giugno 2011

Le diffidenze sessuali (verso l’altro, o verso il proprio sesso)

Al Teatro Belli di Roma, luogo magico collocato nella caratteristica piazza S. Apollonia in Trastevere, dal 31 maggio al 2 giugno va in scena lo spettacolo teatrale Le diffidenze sessuali (verso l’altro, o verso il proprio sesso), rappresentazione che affronta in modo interessante e originale le nevrosi dell’uomo moderno, costretto a relazionarsi con l’altro sesso e con i lati del proprio essere più reconditi e angoscianti.

Valentina Rosati, Massimo Roberto Beato, Jacopo Bezzi ed Elisa Rocca, quattro registi per tredici “corti teatrali” capaci di indagare in profondità le molteplici personalità dei personaggi che, ridotti a macchiette grottesche, si muovono nello spazio in modo instabile, senza alcuna certezza, con lo sguardo attraversato dalla paura e dal timore del contatto fisico con l’altro.

Il palco, scarno e immerso nell’oscurità, sembra quasi inghiottire il pubblico avvolto nel buio. Dall’ombra i volti degli attori emergono come maschere inquietanti, si rivolgono alla platea in modo diretto, alternando cantilene a toni più concitati e mantenendo sempre alta l’attenzione dello spettatore.

L’aria è sferzata dalle voci stridule e graffianti dei personaggi-stereotipi, figure assurde e fragili, prigioniere di una dimensione che le costringe a recitare una parte prestabilita senza essere libere di decidere.

Non scadendo mai nel banale vengono toccati con ruvida intelligenza e cinismo temi attualissimi come l’omosessualità, la pedofilia e lo stupro, raggiungendo momenti di pura tensione teatrale in cui trova però spazio anche un sorriso amaro che lascia il pubblico sgomento e lo pone di fronte ad una riflessione.

I giovani attori sono tutti bravi nel dar vita a donne oggetto portate al limite e a figure maschili deboli e inadeguate a trovare un proprio ruolo nella società. In particolare si distinguono le interpretazioni di Vera Dragone e Jacopo Venturiero, capaci, anche attraverso la potenza emotiva dei dialoghi, di animare dei personaggi chiaroscurali dotati di estrema verità.

Uno spettacolo, questo, da vivere con attenzione, per ritrovare, forse, quella parte di noi stessi che il più delle volte sfugge alla nostra attenzione ma che è sempre lì, nascosta nell’oblio, a ricordarci quanto siamo fragili.

Per informazioni si può chiamare il numero del teatro: 065894875

Gabriele di Grazia

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