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28 agosto 2011

“Ich bin Italiener, ich liebe Spaghetti!“

Cara professoressa G.,

sono arrivato a Berlino il 6 febbraio e dopo quasi tre settimane sto pure cominciando a capire (non tutto) quello che mi dicono. Mi scuso fin da subito per tutte le sgrammaticature, ma qui in Germania le tastiere sono diverse (…)
Per non smentirmi comunque il primo giorno ho pure sbagliato casa: ho chiesto in inglese al residence della Humboldtuniversität e mi hanno mandato al Gästehaus della Humboldt. Io invece dovevo andare allo Studentwohnheim! La cosa interessante è che il Gästehaus era bellissimo: affacciava sulla Spree e di fronte aveva un museo con una cupola caratteristica e la neve conferiva al tutto un’atmosfera magica. Il giorno dopo però ho trovato LA CASA GIUSTA: un casermone che affaccia su un altro casermone, il quale affaccia su un altro casermone ancora… Davo dire che Berlino è una città bellissima: è brutto solo dove abito io!

Questa settimana ho pensato di presentarvi Berlino e di presentarvela, come avrete capito, in un modo un po’ diverso. Ho intervistato Gaetano Longo, studente di Filosofia Teoretica ed Erasmus nel 2006 presso la Humboldtuniversität, che mi ha permesso di spiare tra le sue vecchie mail per potervi regalare, oltre alle informazioni pratiche e alle curiosità su questa città di Erasmus, parte della sua esperienza del Viaggio.

Allora, Gaetano, a proposito di case, come hai fatto a trovare casa a Berlino?

Questa è stata la cosa meno difficile. Mi è bastato compilare un modulo, l’accomodation form, presso l’ufficio erasmus della mia università (Salerno), e poi hanno fatto tutto loro. Anche il costo non era male: 150 euro al mese. Del resto, Berlino, oltre ad avermi stupito perché allo stesso tempo è una metropoli e una città vivibilissima, senza traffico e smog, mi ha stupito per i prezzi: per essere una capitale è molto più economica di altre città a sud della Germania, come Monaco, per esempio.

Cosa ci dici invece dello studio?

Che tasto! Un po’ perché mi sentivo insicuro, anche se lì sapendo che sei Erasmus ti aiutano, non ho fatto nessun esame relativo ai corsi che avevo seguito, ma ho fatto due esami di lingua tedesca allo Sprachzentrum. Oltre che alla Humboldt ho seguito dei corsi anche alla Technische Universität.

Ed è stato possibile seguire corsi, o fare esami, presso università diverse da quella presso la quale eri iscritto?

Sì! A parte il fatto che quando in Germania ci si iscrive all’università, raramente ci si iscrive ad un solo corso di laurea. Tipo, da noi studi filosofia e basta. Da loro invece studiano tutti filosofia e francese, filosofia e inglese, e anche chi studia lingue non studia mai lingue e basta. Per ogni corso ci si specializza soltanto in quella materia, mentre da noi, per esempio, puoi essere iscritto ad un corso di laurea che comprende anche tanti esami di materie diverse. In più, almeno per quello che so di Berlino, se sei iscritto alla Humboldt puoi seguire i corsi di tutte le altre università della stessa città, e anche dare esami.

E come ti hanno accolto?

Innanzitutto, per collegarci al discorso di prima, quando ti iscrivi ti danno un foglietto verde, il Semesterticket sul quale c’è scritto a cosa sei iscritto e dove, che vale anche come abbonamento per tutti i mezzi pubblici della città ad un prezzo irrisorio. Ma la cosa più bella è il Begrüssungsgeld: una quota che, almeno nel 2006, era di 100 euro, che ti viene regalata dalla città di Berlino per accoglierti come nuovo studente.

Cosa ci dici invece dei tuoi luoghi del cuore?

Innanzitutto Hackescher Markt, poi la bancarella dei libri sempre ferma fuori alla Humboldt. Andavo volentieri anche dal kebabbaro di Rosenthaler Platz, e ricordo che da quelle parti c’era un locale carino di jazz, il B Flat. Per la birra, invece, si deve andare a Oranienstrasse, che è una strada piena di birrerie e che non va confusa con Oranienburgerstrasse, dove c’è la sinagoga, ci sono i ristoranti indiani e anche le prostitute. E poi, prima ti facevo leggere del mio studentato che affacciava su un casermone. E’ vero, ma quel giorno non mi ero ancora accorto di abitare poco lontano da quel meraviglioso pezzo di muro che è la East Side Gallery.

Quali sono invece le cose delle quali ti sei accorto subito, quelle che ti hanno colpito per prime?

Leggi qua:

Comunque per certe cose tutto il mondo è paese, anche qui c’è qualcuno che non si ferma al semaforo e che butta le carte a terra! I berlinesi DOC usano molto la bicicletta per spostarsi e si contraddistinguono ai miei occhi per un uso scarsissimo dell’ombrello. Se sto a casa mia in Italia e piove, vedo un sacco di gente con l’ombrello e qualche povero infelice che corre sotto la pioggia. Qui è il contrario e questo vale pure per le mamme con i pargoli nel passeggino! Evidentemente li abituano al freddo e al gelo fin da piccoli in modo che da adulti siano immunizzati! Beninteso io (a Berlino) l’ombrello non lo uso, ma perché non ce l’ho, non me lo sono portato e non ho voglia di comprarmelo. E poi forse sono Berlinese nel profondo dell’anima, chissà…

Per concludere, pescami due ricordi che ci tieni a condividere con i futuri Erasmus.

Uno divertente e uno poetico.
Quello divertente:

Quasi due settimane fa ho fatto la mia prima battuta in tedesco e tutti i tedeschi presenti hanno riso! Ero in un locale di pietanze internazionali dove un giorno sì e l’altro pure vado a mangiare piatti tipici tedeschi tipo carbonara, bolognese e Nudeln ai frutti di mare. A un cliente che mi ha urtato sono caduti gli spaghetti e mi sono ritrovato la manica del cappotto leggermente sporca di salsa. Alché mi sono alzato per andarmene (avevo finito) e vedendo l’atteggiamento di rimprovero dei tedeschi seduti di fronte a me, in stile “ma guarda questo che ha combinato!”, ho esclamato: “Kein Problem! Ich bin Italiener: ich liebe Spaghetti!”

Quello poetico:

A Postdamerplatz c’è ancora un residuo del muro. C’è scritta sopra questa frase bellissima. Traducendo approssimativamente dal tedesco:

Die Freiheit / hab ich nicht gefunden / vor oder hinter / diesem Stein / Vielleicht ist sie / Davon / geflogen / Kommt wieder rein / Kann sein

La libertà / Non l’ho trovata / Davanti o dietro / Questa pietra / Forse è / Volata / Da lì / Può darsi / Che ritorni

Ed è questo che auguri ai futuri studenti viaggiatori?

Sì. La libertà non da un lato o dall’altro di una frontiera, ma aldilà della frontiera stessa.

Sydney Vicidomini

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