• Google+
  • Commenta
25 novembre 2011

42.000 anni fa, l’Uomo e la Tecnologia Marittima

Di recente, un gruppo di ricercatori dell’Australian National University, ha scoperto gli ami da pesca più antichi al mondo.

Secondo le prime stime hanno circa 42.000 anni.

Rinvenuti nel grembo di una grotta situata a Timor Est nel sud est asiatico, gli ami erano collocati vicino agli scheletri di grandi pesci, probabilmente dei tonni.

Per gli scienziati australiani si tratta dei primi ami della storia umana, destinati alla pesca d’altura.

Essi sono il simbolo di un retaggio culturale, celato, dimenticato e ancora tutto da scoprire. Infatti, l’archeologia è una scienza capace di porre agli occhi degli osservatori le tracce di un passato antico ma non per questo cancellabile.

L’umanità ha il diritto e il dovere di scorgere con i propri occhi la luce della conoscenza.

Prima di questa scoperta i più remoti utensili da pesca in mare profondo risalivano a 12 mila anni fa.

Se le analisi al carbonio 14 fossero esatte, 50 000 mila anni fa, sarebbero esistiti non solo uomini abili nella pesca ma già in grado di attraversare oceani e colonizzare vasti continenti come l’Australia.

Infatti, secondo Sue Connor, ricercatore dell’Università Australiana nonché coordinatore della ricerca, grazie ad una tecnologia marittima complessa ed avanzata, questi uomini avrebbero colonizzato le isole indonesiane di Wallacea.

Alcuni di questi ami sono realizzati con gusci di lumache, altri semplicemente in osso. All’interno della grotta, sono stati ritrovati ulteriori resti di civiltà, quali utensili in pietra da cucina o da caccia e monili.

Antonio Migliorino

Google+
© Riproduzione Riservata