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28 novembre 2011

Buon compleanno, Alberto

Il 28 novembre del 1907 nasceva a Roma un signore destinato a diventare un grande scrittore del novecento italiano, Alberto Pincherle, detto Moravia. Con la vocazione per la pittura, Moravia fin da bambino, costretto a letto per la tubercolosi, cominciò a sentire la vera vocazione, quella per la scrittura, iniziando a raccontare storie a se stesso ad alta voce.

La capacità di raccontare, narrare è una cosa congenita, si nasce così. E’ un impulso che non ha niente a che fare con la letteratura“.

(Mixer, 1987. Gianni Minoli intervista Alberto Moravia)

Lasciata l’Italia per le origini ebraiche, Moravia viaggiò a Londra, negli Stati Uniti, India e Africa con Elsa Morante e con l’amico Pierpaolo Pasolini.

Gli uomini veramente di profondo senso religioso non si scandalizzano mai. Insomma, non credo che Cristo si scandalizzasse mai. Anzi non si è mai scandalizzato. Si scandalizzavano i farisei.

La persona o il personaggio è il personaggio che vede qualchecosa di diverso a se stesso e al contempo minaccioso a se stesso. Minaccia la propria persona, sia fisicamente sia nel senso che nell’immagine che quella persona si fa di se stesso“.

(Comizi d’amore, 1964. Pierpaolo Pasolini intervista Alberto Moravia)

Nella letteratura moraviana emergono i tratti della società borghese. Uno dei suoi personaggi più noti è quello della prostituta, che rappresenta la società alienata, l’uomo dentro la comunità incapace di stabilire intensi rapporti umani se non quelli sessuali. Nella società del progresso economico, l’uomo si ritrova solo, incapace di comunicare con gli altri.

Dunque uno dei tratti della poetica moraviana è quello, oltre della noia a cui dedica un romanzo, dei falsi valori della società borghese. La schiavitù verso questi valori hanno portato l’uomo ad incrociare il proprio destino con quello della prostituta; quest’ultima schiava del sesso, gli altri chini al dio danaro.

Come Pasolini, Moravia ha intravisto nella tecnologia, nella produzione e nel lusso la crisi della borghesia del Novecento. Ne La romana si fa anticipatore di come anche i rapporti amorosi si siano sporcati con l’ossessione della ricchezza. Moravia non ci lascia delle risposte o soluzioni alla crisi dell’uomo moderno, ma ci lascia un patrimonio culturale enorme.

Intervista ad Alberto Moravia :

Danilo Ruberto

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