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7 novembre 2011

“ France Soir” abbandona la carta e tenta il rilancio sul web

E’ l’8 novembre 1944 quando France Soir succede a Défense de la France , giornale nato dai due Capi della Resistenza francese Philippe Viannay e Robert Salmon e pubblicato clandestinamente dal ’41. Anche France Soir viene stampato di nascosto, durante l’Occupazione tedesca, negli scantinati dell’Università della Sorbona a Parigi.

Diventato negli anni del dopo guerra la celebrità della stampa, cresce soprattutto grazie a Pierre Lazareff, che ne prende la direzione nel 1949. Durante la sua “grande époque” France Soir conta ben 400 giornalisti, 8 edizioni al giorno, 20 corrispondenti sparsi nel mondo. Detiene anche il record storico di vendite: l’edizione sulla morte del Generale de Gaulle, il 10 novembre 1970, fu acquistata da 2,2 milioni di lettori!

Dal 1995 inizia il declino sancito dal calo delle vendite185 mila copie al giorno– e dal trasferimento della sede storica dal 100, rue Réamur, la grande via che da Temple si snoda verso Bourse e che aveva ospitato anche la rivista Elle -diretta e fondata dalla moglie di Pierre Lazareff– al comune di Aubervilliers -nel dipartimento Seine-Saint-Denis-.

Nel 2006 France Soir torna a far parlare di sé pubblicando dodici vignette caricaturali del profeta Maometto – tratte dal giornale danese Jyllands-Posten– , causa di forti proteste nel mondo arabo. La polemica sulle vignette portò al licenziamento del direttore Jacques Lefranc , decisa dall’allora proprietario del giornale Raymond Lakah, uomo d’affari franco-egiziano.

Lo scorso ottobre la direzione del quotidiano sull’orlo del fallimento ha annunciato la necessità di abbandonare entro dicembre l’edizione cartacea, per dedicarsi unicamente a quella sul web. Il crollo delle vendite – si parla 70 mila copie al giorno- non riesce a stare al passo con gli altri quotidiani, se si pensa che Le Parisien è sulle 470 mila copie, Le Figato e Le Mondesulle 320 mila e Libération sulle 140 mila.

Alexandre Pougatchev è il miliardario russo che dal 2009 è a capo del quotidiano. Figlio dell’oligarca Sergej Pougatchev e amico di Vladimir Putin, l’imprenditore aveva investito 2 anni fa 70 milioni di euro con l’obiettivo di risollevare la testata. Le iniziative per evitare l’abbandono della carta stampata vanno dagli appelli dei comitati di redazone al governo ad un susseguirsi di manifestazioni.
Ma riuscire a risollevare il bilancio del giornale sembra un’impresa impossibile. Così il web appare come l’unica via per ancorare i lettori a France Soir, iniseme alla drastica riduzione dei giornalisti -che dovrebbero passare dagli attuali 117 a 32-. E visto il periodo di crisi che sta vivendo il mondo dell’editoria e della stampa francese, anche altri giornali come L’Humanité e La Tribune pensano di convertirsi ad Internet.

Benedetta Michelangeli

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