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Gelosia: cosa accade, motivo e perché, cosa si può fare combatterla

Redazione Controcampus 3 Novembre 2011
R. C.
01/07/2022

La gelosia è quel sentimento che, con violenza inaudita, assale le persone che, dopo aver tradito ed abbandonato il coniuge per andare a vivere con un’altra persona, perdono il controllo dei loro nervi non appena questi manifesta il desiderio di rifarsi una vita, magari risposandosi ed avendo figli.



Paradossale, vero? Eppure accade più frequentemente di quanto si pensi.

Trattasi di persone che, non accettando tale “sostituzione” nella vita dell’ex coniuge, appena saputo dell’intrusa o dell’intruso (non prima), gli dichiarano guerra giustificando ed argomentando tale accanimento con pretesti ridicoli, grotteschi e, decisamente, poco dignitosi, riconducibili alla “’indissolubilità del vincolo matrimoniale”, alla legge sul mantenimento degli ex coniugi e all’importanza del matrimonio religioso!

Gelosia: cosa accade a chi è geloso e perché, motivi ed esperienze per prevenire

Accade che, avendo a disposizione un solo strumento per “farla pagare” allo sfrontato trasgressore del “sacro vincolo della fedeltà coniugale”, soprattutto le povere ed innocenti donzelle, nel caso delle donne, cercano in tutti i modi di estorcere denaro allo sventurato malcapitato che, incredulo ed esterrefatto, nonché tradito, cornificato e abbandonato, non capisce cosa abbia fatto di male per aver meritato una calamità come quella donna nella sua vita!

Questo è ciò che è accaduto ad uno sconosciuto ed affezionato (a suo dire) lettore che mi ha scritto qualche giorno fa, firmandosi con uno pseudonimo, per chiedermi un consiglio e per sapere cosa è mai potuto accadere ad una donna che credeva di conoscere e che, invece, si è rivelata una “scioccante” sorpresa.

“Te lo avevamo detto!” gli gridano parenti e amici. “Quella donna non faceva per te! Non è mai stata molto equilibrata! Non è mai stata coerente con se stessa! Sapevamo che ti avrebbe abbandonato, un giorno. Non è mai stata alla tua altezza! Adesso basta! Compra la tua libertà, dalle tutto il denaro che vuole e toglitela dai cogl……. una volta per tutte!” Gli gridano in coro tutti.

Succede così che, come un fiume in piena, la signora in questione, consumata sempre più da una gelosia galoppante che la vede, ormai, relegata ad un ruolo meritatamente secondario nel cuore e nella vita dell’ex marito e della sua famiglia, non la smette più di chiedere.

E, chiedi oggi, domani ed anche dopo domani, con un accanimento senza eguali, succede anche che la povera vittima, smagrita e dissanguata, si rivolge a Dio affinché ascolti le sue preghiere e faccia cadere un grosso fulmine sulla testa della sua ex!

In effetti, in Italia, essendo applicati all’unione coniugale i principi del Cristianesimo, si attribuisce un profondo significato religioso al matrimonio, ovvero all’unione “formale” tra l’uomo e la donna. Ed è anche vero che questo comporta un impegno che differenzia il matrimonio cristiano dagli altri tipi di matrimonio, in due punti in particolare: il sacro rispetto della fedeltà coniugale e l’indissolubilità del vincolo matrimoniale.

Proprio per questo, scaturisce per la Chiesa la necessità di imporre speciali proibizioni per alcuni tipi di matrimonio (come quelli tra consanguinei, tra cristiani ed ebrei o pagani, e tra omosessuali) e l’esigenza di accompagnare la celebrazione matrimoniale con atti di significato religioso (Messa o Rito nuziale).

Ma, cara ragazza, ex moglie del mio sventurato lettore, non sarebbe meglio togliere la gigantesca trave che alberga nel nostro occhio, prima di gridare allo scandalo per la piccola ed insignificante scheggia che dimora in quella del nostro ex marito?

Comunque, per rispondere alla domanda che mi si pone su ciò che accade nella testa di certe donne e sul perchè sviluppino gelosie incontrollate in situazioni paradossali come quelle di cui sopra, occorre fare un passo indietro e soffermarci su alcune considerazioni fondamentali.

Un’accurata analisi della situazione d’assedio sociale e delle strategie psicologiche messe in atto per addossare agli altri la responsabilità delle nostre azioni ci serve, infatti, non solo ad individuare i tratti caratteristici della nostra cultura,

caratterizzata da un esasperato atteggiamento vittimistico di chi ha trasgredito per primo e adesso vuole conto e ragione,

ma chiarisce anche il perché, le condizioni sociali in cui viviamo, promuovono continuamente una contrazione difensiva del nostro Io interiore che rende confusi i confini tra l’Io stesso e l’ambiente che ci circonda, e stronca, in questo genere di casi, ogni nostro legame logico con la realtà.

Lo stress di vita, la disoccupazione, i dolorosi travagli familiari e i risentimenti profondi verso l’ex coniuge, spesse volte ingiustificati, dunque, contribuiscono a far emergere improvvisi comportamenti distruttivi rivolti verso le persone a noi più vicine e verso la società nel suo insieme.

Il motivo che scatena la gelosia

La frustrazione. Proprio così, la frustrazione. Che ci piaccia o no, anche la gelosia provata da questa tipologia di donne, infatti, trova la sua ragion d’essere nella frustrazione.

Molte donne, in un’epoca caratterizzata da una forte carenza di valori morali e da forti contraddizioni sociali, a volte in preda a deliri paranoicali, si sentono rifiutate dalla società e sono incapaci di reagire in modo autonomo ed equilibrato, oppresse da una situazione emotiva, sociale e familiare che vivono come fallimentare.

Tutto ciò rappresenta una vera e propria spinta verso una irrefrenabile vendetta che fa reagire in maniera abnorme le persone che la vivono, inducendole ad opporsi, per gelosia, invidia ed insoddisfazione personale, a ciò che credono essere le ingiustizie subite dalla vita, scaricando odio, rancore e vessazioni di ogni tipo verso gli altri che, nel caso delle separazioni e dei divorzi, sono, appunto, gli ex coniugi.

Trattasi di persone, donne in questo caso, che sono alla continua ricerca di equilibrio, sempre preda di tristezza e sbalzi di umore.

Le cause delle frustrazioni che stanno alla base di questo tipo di reazioni, però, al contrario di quanto molti credano, non va ricercata soltanto nell’insoddisfazione personale, coniugale e professionale. Questo tipo di frustrazioni, infatti, affonda le radici nel lontano passato della donna e la riconducono alla sua infanzia e ai suoi modelli genitoriali di riferimento.

Se una madre, per fare un esempio, ha un carattere dominante ed è oppressiva nei confronti di una figlia il rapporto fra le due sarà caratterizzato da prescrizioni, proibizioni e punizioni e la bambina crescerà con forti instabilità psicologiche ed emotive, vivendo questa figura come “castrante”.

Al contrario, se la madre è fortemente remissiva, poco reattiva verso un marito violento, oppure se mette la figlia al secondo posto per preferire altre persone (per esempio il nuovo compagno), la giovane crescerà emotivamente arida, per nulla empatica, oltre che psicologicamente poco equilibrata.

Il comportamento di molte donne, dunque, rappresenta il punto di arrivo di un delicato processo intrapsichico individuale che, di solito, si evolve in molteplici anni e che trova la sua ragion d’essere in un trauma, probabilmente violento e non bene elaborato a livello psicologico, vissuto dalla stessa in ambito familiare ed in tenera età.

Questo processo intrapsichico passa sempre attraverso una serie di stadi intermedi che possono far sì che il soggetto in questione metta in atto, durante tutto l’arco della sua vita, comportamenti con caratteristiche tipicamente diversi da quelli adottati dalle persone sane, equilibrate, ed emotivamente stabili.

I tratti distintivi di questa tipologia di comportamenti sono caratterizzati da:

inadeguatezza sociale, scarsa empatia nei confronti del prossimo, irascibilità, inadeguatezza sessuale, complessi d’inferiorità, testardaggine marcata, vittimismo, continuo bisogno di affetto e di conferme, insoddisfazione generale, apatia, interruzioni nette dei rapporti con gli altri membri della famiglia, ecc., già evidenziabili durante il periodo matrimoniale.

Ovviamente, il fatto che molte donne abbiano avuto un’infanzia o un’adolescenza segnata da traumi familiari e/o abbandoni, non vuol dire che tutte le donne che hanno vissuto le stesse situazioni traumatiche svilupperanno una predisposizione alla frustrazione che le indurrà a comportamenti distruttivi nei confronti degli ex coniugi, oppure che lo faranno quelli che manifestano comportamenti antisociali con forte tendenza alla depressione.

Però, sta di fatto, che la frustrazione e l’insoddisfazione personale sono e rimangono tra le cause più comuni ed indiscusse per questo genere di accanimento, in particolare verso gli ex mariti che, pur essendo stati traditi ed abbandonati, si risposano oppure manifestano l’intenzione di farlo.

L’infanzia, dunque, rappresenta un periodo fondamentale per la salute fisica e psicologica dell’individuo e, in questo caso, della donna; così come di fondamentale importanza è il legame d’attaccamento che s’instaura fra il bambino e chi si prende cura di lui, perché il bambino si identifica sempre in colui che lo cresce cercando di continuo un contatto con i genitori che emula ed osserva in continuazione.

Gli esempi di abbandono (anche soltanto affettivo) genitoriale, nelle biografie delle donne che riversano il rancore per le loro frustrazioni sugli altri e, soprattutto, sugli ex coniugi, sono all’ordine del giorno e molte di loro ne hanno sofferto pur nascendo all’interno di un matrimonio regolare, anche se questo presentava caratteristiche di instabilità dovute a vari motivi (frequenti e violenti litigi tra i coniugi, ripetuti abbandoni del tetto coniugale da parte di uno dei coniugi e successivi ripensamenti improvvisi, scarsa attenzione prestata ai bisogni emozionali dei figli, ecc.).

Cosa si può fare contro la gelosia

Niente. Perché non è possibile aiutare le persone che non vogliono essere aiutate. Le donne frustrate, infatti, purtroppo, non accettano mai l’aiuto degli altri, perché non ammettono mai di essere tali.

Da donna, però, e soprattutto da professionista, sento il dovere di elargire un consiglio alla ex moglie dell’affezionato lettore che mi ha scritto e a tutte le donne che, per varie ragioni, tradimento ed abbandono del tetto coniugale compresi, sono state le uniche, vere ed autentiche responsabili del biasimo e dell’indifferenza che le circonda:

ragazze mie, avete già perso un marito che, in passato, vi ha amate al punto di volervi sposare. E convivete con un uomo che vi ama (forse) al punto di non accorgersi che l’accanimento mostrato verso il vostro ex marito altro non è che il frutto della vostra gelosia per la sua nuova compagna .

Cercate, adesso, se potete, di non perdere anche ciò che resta della vostra dignità.

Perché? Perché i bambini e le bambine che incontrate ogni giorno, anche se non ve ne accorgete, vi guardano ed osservano voi e i vostri comportamenti.

E, sinceramente, mi dispiacerebbe sapere che, imparando da voi, cresceranno nella convinzione che sposarsi vuol solo dire tradire, abbandonare e mercanteggiare.

Fatevi curare, dunque, e pensate a vivere la vostra vita andando avanti con dignità e decenza, piuttosto che continuando a trascorrerla estorcendo denaro a chi non vuole darvelo, soprattutto se non ne avete bisogno.

Tanto, ormai, ciò che è perso, nel cuore delle persone che un tempo ci volevano bene, è perso per sempre e non potrà più essere recuperato.

Danila Zappalà

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto