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Rapporto padre figli a distanza per lavoro, separazione o divorzio

Antonella Acernese 18 Marzo 2021
A. A.
23/10/2021

Come avere un buon rapporto padre figli a distanza per lavoro, separazione o divorzio: cosa fare per farsi voler bene, come gestirlo e migliorarlo e affrontare l'allontanamento.



In molte famiglie spesso i figli vivono situazioni delicate quali la lontananza della figura paterna. Quest’assenza può essere conseguenza della separazione o divorzio dalla madre, o di obblighi lavorativi. In entrambi i casi deve essere ben chiaro come gestire al meglio il rapporto, per mantenerlo saldo nonostante l’assenza fisica.

Tutti gli studi sia in ambito psicologico che pedagogico hanno mostrato come la presenza della figura maschile nella crescita sia di fondamentale importanza, anche per far fronte a problemi come l’alcolismo giovanile, ad esempio.

Nel caso di papà separati, secondo una recente ricerca, molti si sentono «senza voce», e hanno la certezza che il loro ruolo non sia sufficientemente riconosciuto dalla famiglia. Da questo punto di vista gioca una funzione importante l’altro genitore, quello “in praesentia”, che non deve mai frapporsi nel rapporto dei figli col padre distante.

Gli esperti evidenziano come aumenta anche la percentuale di padri che vivono costantemente fuori casa per ragioni lavorative. Gestire la paternità a distanza non è mai semplice, ma gli studiosi hanno sottolineato una serie di comportamenti virtuosi che possono aiutare a colmare l’assenza.

Tra i consigli più frequenti su come gestire un rapporto a distanza quando papà lavora lontano, si annovera l’importanza di interessarsi alla quotidianità del figlio. Ma anche creare occasioni per vedersi, far sentire la propria autorità anche da lontano, apririsi al dialogo e alla comunicazione. In questi casi un alleato importante sono le nuove tecnologie, che permettono una vicinanza fattuale non indifferente tramite videochiamate.

Ad aiutarci a capire la realtà del rapporto padre figli a distanza, per lavoro o in seguito a separazione o divorzio, come gestire le difficoltà, le conseguenze e quali siano i comportamenti giusti da adottare, saranno la pediatra Tiziana Romano e la psicologa Anna Quaglia.

Come gestire un rapporto padre figli a distanza per lavoro: difficoltà, ruolo e compiti

Una delle tematiche più delicate riguarda la gestione del rapporto padre figli a distanza a causa del lavoro. Di fatti, sempre più famiglie vivono questa condizione atipica dovuta ad esigenze lavorative.

A soffrirne maggiormente è il papà che deve riuscire a mantenere il ruolo genitoriale amorevole ed autorevole, nonostante la lontananza. Studi recenti hanno evidenziato la tesi dell’essenzialità paterna, grazie al loro contributo unicamente maschile allo sviluppo del bambino. 

Come riuscire a favorire un rapporto affettivo costruttivo quando il genitore lavora lontano, saranno la psicologa Anna Quaglia e la pediatra Tiziana Romano, a parlarcene.

“La figura paterna deve cercare sempre il contatto. Da questo punto di vista ci aiuta tanto la tecnologia, attraverso le videochiamate, le note vocali, i video messaggi, la telefonata. Deve venire incontro alle esigenze del figlio, mostrando la sua presenza, anche se non fisica. Un figlio deve sapere che un padre c’è sempre.” – Dichiara la pediatra Tiziana Romano.-

“E’ molto duro per un papà gestire la distanza. In questo c’è bisogno anche dell’aiuto materno. Generalmente quando lavora lontano è per avere guadagni maggiori, per garantire uno stile di vita più elevato alla sua famiglia. Ad un figlio deve essere chiaro ciò.”

Quando poi è a casa, nel weekend, deve approfittarne per condividere il maggior tempo possibile con loro, magari facendo una gita fuori porta, una passeggiata, giochi ecc…” – Aggiunge la psicologa Anna Quaglia -.

Padri e figli dopo la separazione o divorzio: difficoltà, ruolo e compiti

“Il padre ombra, quando manca la figura paterna”, titola un libro in materia, che riassume una situazione talvolta frequente di un rapporto padre figli a distanza, dopo la separazione o divorzio.

Nel corso dei decenni la sacralità dell’istituzione matrimoniale è fortemente cambiata. Sempre più facilmente e velocemente si ricorre alla separazione o divorzio e dunque all’affidamento condiviso. In questi casi ad essere maggiormente penalizzati sono i padri separati, costretti nella maggioranza dei casi ad affidare la casa coniugale e la prole alla moglie.

Come fare per mantenere saldo il rapporto padre figli a distanza dopo separazione o divorzio e  non creare conflitti di lealtà?

“E’ inconcepibile la rivalità come coppia genitoriale. I genitori devono venirsi incontro. Ci vuole molto sangue freddo. Bisogna tener ben fisso l’obiettivo di “essere genitore” . L’uomo che va via di casa deve far sentire la sua presenza. Uno degli errori più gravi che si può fare con un figlio è parlare male dell’altro genitore. Deve esserci maturità nelle decisioni genitoriali, senza “pestarsi i piedi” a vicenda, pur nel conflitto.” – Chiosa la pediatra Romano.-

Quali sono le maggiori difficoltà che un  separato o divorziato deve affrontare e come risolverle, per non compromettere il legame?

“La separazione o divorzio è una situazione traumatica. Innanzitutto consiglio di seguire un percorso di sostegno alla genitorialità, di fare una psicoterapia individuale. A maggior ragione ciò deve essere fatto dai papà, che spesso sono coloro che devono uscire dalla casa coniugale, ristrutturando in maniera nuovo il rapporto con la prole. Non deve colpevolizzarsi ma mantenere un clima di serenità, ma anche di chiarezza e trasparenza, spiegando talvolta i motivi che hanno portato alla separazione.” – Spiega la psicologa Quaglia.-

Consigli per migliorare il rapporto padre figli a distanza per lavoro, separazione o divorzio

Il rischio che il rapporto padre figli a distanza, per lavoro o dopo separazione o divorzio, possa essere vissuto in maniera conflittuale, è molto alto.

Studi recenti sulle conseguenza dell’assenza del padre, mostrano come il figlio talvolta, tenda ad autocolpevolizzarsi e ciò si ripercuota sul legame stesso. Tuttavia vi sono modi per far sentire la propria presenza “non fisica” o per rendersi partecipe nella vita del figlio pur essendo lontano da casa.

“Bisogna costruire ed assicurare la presenza nel tempo, anche cercando di recuperare quel tempo perso quando si era in casa. Offrire presenza costante senza ossessività.– Consiglia la pediatra Tiziana Romano.-

“Non è la quantità ma la qualità del tempo ad essere importante. Un papà può essere tranquillamente  una figura di riferimento affidabile anche se non è sempre presente.” – Dichiara in ultimo la psicologa Anna Quaglia.-

© Riproduzione Riservata
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Antonella Acernese Studentessa di Lettere Moderne alla Federico II di Napoli. Sono cresciuta a contatto con libri d'ogni genere, sviluppando amore verso le lettere e il potere della loro combinazione. Ho iniziato a collaborare con testate giornalistiche e scrivendo su blog, sin da giovanissima,. L'obiettivo di affermarmi nel mondo lavorativo, in qualità di giornalista, è la mia più grande motivazione . Fortemente affascinata dall'essere attiva sul campo e vigile nello sguardo nei confronti della realtà. Mi appassionano i dettagli, i retroscena, la possibilità di scoprire antefatti e di non arrestarsi mai, in tale ricerca. La dedizione nella ricerca costante dei dettagli è alla base della rubrica di Attualità che curo: "Le biografie dei personaggi". Curiosità, fatti e i loro mondi da scoprire, mi affascinano e mi stimolano nell'addentrarmi in essi e narrarli. Dico da sempre e senza remore, di essere nata per scrivere, per fondere insieme questa mia passione alla volontà di contribuire ad un servizio pubblico, ad informare e far conoscere. Scrittura pulita, chiara e rispettosa, un plain language, è ciò a cui miro nella stesura degli articoli, affinché cronaca e notizie possano essere consumate da tutti, senza alcun ostacolo di chiarezza. Leggi tutto