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3 dicembre 2011

A Berlino muore Christa Wolf

Ieri è morta la scrittrice Christa Wolf. Era nata nel 1929 a Landsberg, nell’estrema Germania orientale, oggi territorio polacco. L’iscrizione del padre al partito nazista nel ’33 e quella della stessa Wolf alla Hitler Jugend all’età di quindici anni, non hanno impedito la sua successiva adesione al marxismo.

Dopo aver studiato germanistica a Jena e Lipsia , Christa Wolf si è laureata con una tesi su Hans Fallada, iscrivendosi a vent’anni alla SED (il Partito Socialista Unificato di Germania). Pur seguendo i valori politici e culturali del socialismo, ha sempre sottolineato le contraddizioni che ha visto emergere nel suo paese. Schierandosi più volte a favore del diritto di dissentire, ha sottolineato la funzione critica e di lotta contro la censura della letteratura.

Da sempre residente nella Repubblica Democratica Tedesca, decise di rimanere lì anche dopo la caduta del Muro di Berlino, scelta che fece seguire anche a Rita, la protagonista del suo primo romanzo « Il cielo diviso », grande successo del 1963.

Il suo appello dell’8 novembre 1989, all’indomani della caduta del Muro, rimase celebre. Esortò così i suoi concittadini a non fuggire verso l’Ungheria, dove era stato aperto un varco: « Care concittadine, cari concittadini, noi tutti siamo inquieti. Vediamo migliaia di persone che ogni giorno lasciano la nostra terra. Noi sappiamo che la politica degli ultimi giorni ha rafforzato la sfiducia nel rinnovamento. Noi siamo consapevoli della debolezza delle parole di fronte al movimento di massa, ma non abbiamo nessun altro mezzo che le parole. Che ancora adesso mandano via, mitigano la nostra speranza. Noi vi preghiamo, rimanete nella vostra patria, rimanete da noi. ».
Ha vissuto fino a ieri ,con il marito Gerhard Wolf, a Berlino Est.

Scrittrice di romanzi racconti e saggi è stata fortemente amata e criticata. Attaccata soprattutto quando si scoprì che negli anni ’50 collaborò per la Stasi, la principale organizzazione di sicurezza e spionaggio della Germania Est. Collaborazione poi interrotta per la sostanziale irrilevanza dei tre rapporti che aveva consegnato a quest’organo.

Nei romanzi d’esordio appare subito centrale il tema del conflitto tra individuo e società : in Novella moscovita del 1961 come ne Il cielo diviso, in cui è il Muro di Berlino a separare i due amanti. Riflessioni su Christa T. del 1968 darà inizio alla diffusione della letteratura femminile degli anni ’70 e ’80 nella DDR.
In Trama di infanzia del 1977 si intrecciano gli anni vissuti all’epoca nazista, l’adolescenza e il presente, mentre con L’ombra di un sogno e Nessun luogo riceve nel 1980 il premio Buchner. Interessantissimo il suo Un giorno all’anno.1960-2000, il diario della propria giornata scritto ogni 27 settembre per quarant’anni. Iniziativa richiesta da un giornale russo, per ricorare quando lo scrittore Maksim Gor’kij, in quella stessa data nel 1935 si era rivolto agli scrittori di tutto il mondo chiedendo di « raccontare una giornata su questo pianeta ».

Fino ad arrivare alla straordinaria riscrittura delle vicende di Cassandra e Medea, rispettivamente nel 1983 e ’96. In questi romanzi le figure femminili si animano, diventando persone reali. La Wolf trasferisce la loro dimensione tragica e mitica nel presente, in una realtà attuale in cui conflitti e sofferenze non sono meno dolorose di quelle del passato.

Benedetta Michelangeli

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