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20 dicembre 2011

Capodanno a New York: Merry American Christmas

Anche alla Warner Bros il cenone di fine anno si avvicina. Il pensiero che deve aver sfiorato la mente dei produttori deve essere stato: “quest’anno cosa mettiamo in tavola? “

Ad un certo punto uno di loro deve aver esclamato: “Perché non prendiamo qualche decina di star, la mescoliamo bene in una sceneggiatura a incastro, cuciniamo il tutto all’americana (che si sa, non dispiace mai troppo a nessuno) e la serviamo bella calda e fumante in una tradizionale ricetta natalizia con tanto di happy ending e omaggio alle truppe lontane?”

Ed ecco che lo spettatore si presenta in sala affamato e trova sullo schermo imbandito a festa (prendete fiato che la lista è lunga): Halle Berry, Jessica Biel, Jon Bon Jovi, Abigail Breslin, Ludacris, Robert De Niro, Josh Duhamel, Zac Efron, Hector Elizondo, Katherine Heigl, Ashton Kutcher, Seth Meyers: Griffin Byrne, Sarah Jessica Parker, Michelle Pfeiffer, Til Schweiger: James Schwab, Hilary Swank, Sofía Vergara, Jake T. Austin, James Belushi, Cary Elwes, Carla Gugino, Christine Lakin, Alyssa Milano, Sara Paulson, Russell Peters, Ryan Seacrest, Yeardley Smith e potrei aver dimenticato qualcuno. La regia, ovviamente, viene affidata a un paladino del cinema morbido americano, Garry Marshall, regista di Pretty Woman e Se Scappi ti sposo.

Gli attori, dunque, sono il primo ingrediente del film che costruisce un soffice vernissage natalizio di star che crea un’ atmosfera rilassante, domestica. I volti così palesemente noti rassicurano, riscaldano, creano un’automatica simpatia, un effetto di stupore continuo che cristallizza lo spettatore in un continuo: “Ma io questo lo conosco!”.

Resta da capire quale sia il tavolo su cui si serve la storia e qual è il segreto della ricetta. Le due cose, in questo caso, sono inevitabilmente e innegabilmente intrecciate. Ebbene si, perché il tavolo è New York e la ricetta è la commedia sentimentale americaneggiante, due strade per la stessa destinazione: un inno alla Mamma America buona e gentile in cui tutti hanno un lavoro, tutti hanno avuto una vita piena, la bellezza non manca e la salute quasi mai (fa eccezione De Niro ma pazienza, tanto è stato uno “stronzo”).

Il film fa riflettere non tanto per gli ingredienti che mette sulla tavola quanto per quell’ingrediente che manca volutamente dai piatti di tutti i personaggi (nonostante ve ne siano in numero spropositato): la crisi. C’è ricchezza ovunque nella New York festosa che aspetta il nuovo anno, c’è l’America che, almeno per una notte, si dimentica tutto per inseguire quel nulla che l’ha resa regina del mondo: il nulla delle apparenze, dei sorrisi, dei sempre belli e fighi, delle feste e dell’amore un po’ vuoto ma che si sa, bacia benissimo (soprattutto sul grande schermo).

Prendiamolo così questo film: due ore per rilassarsi e godere il clima natalizio newyorchese che offre prestazioni straordinarie di attori fuori dal comune (su tutti Michelle Pfeiffer, perfetta anche nel ruolo di “donna patetica in cerca di pathos”). Garry Marshall si dimentica dell’11 Settembre e della crisi per riproporre l’America vincente, sorridente e felice del tempo che fu (e che non tornerà mai). Il pubblico italiano ringrazia per i sorrisi e i baci e si appresta a tornare al lavoro o alla ricerca di un lavoro.

Le due ore di relax e festa serviranno a riposarsi, serviranno a dimenticare. Un film “buono”, nel senso di una bontà fictionale alla Babbo Natale: sarebbe stupendo… se esistesse! Indicato per una tranquilla serata al cinema a fantasticare sull’America meta dei sogni di qualche anno fa.
Una controindicazione: fatti, cose e persone potrebbero non corrispondere alla realtà. Attenti al risveglio.

Tommaso Ceruso

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