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23 dicembre 2011

Facebook accetta la richiesta di amicizia di Greenpeace

Nella lotta all’utilizzo di energia derivata dal carbone, Greenpeace ha oggi un nuovo alleato: Facebook. È stato dato in questi giorni l’annuncio di una loro collaborazione per favorire l’utilizzo di energie rinnovabili, una battaglia che Greenpeace sostiene già da parecchi anni.Nel mese di febbraio 2011, l’associazione ambientalista Greenpeace aveva lanciato una sfida a Facebook: predisporre, entro aprile dello stesso anno, un piano per abbandonare l’energia elettrica prodotta dal carbone, che fino ad allora alimentava i server del più grande social network. L’iniziativa di Greenpeace, denominata “Facebook: Unfriend coal” era stata sostenuta da oltre 700 mila persone in rete, e si auspicava la possibilità possibilità che il social network diventasse un leader globale nell’utilizzo di energia rinnovabile.

Dopo venti mesi di mobilitazioni e richieste, gradualmente Facebook si è dichiarato favorevole all’uso delle energie rinnovabili, compiendo una svolta ecologista. Investire nelle energie rinnovabili e abbandonare l’uso del carbone: è il chiaro messaggio che adesso Facebook vuole lanciare ai produttori di energia. L’impegno concreto del social network sarà quello di incoraggiare le grandi aziende a utilizzare fonti di energia pulita e sensibilizzare gli utenti di facebook al fine di favorire l’energia verde e risparmiare elettricità.

«Facebook guarda lontano- come stostiene Marcy Scott Lynn del Facebook’s Sustainability Program- guarda a un giorno in cui le fonti energetiche primarie saranno pulite e rinnovabili, e stiamo lavorando con Greenpeace e con altri per far sì che quel giorno sia sempre più vicino. Da oggi, la nostra politica sulla localizzazione dei data center favorirà l’accesso alle fonti rinnovabili e lavoreremo con Greenpeace per mettere la forza del nostro network al servizio del pianeta. Greenpeace è stata particolarmente efficace nell’usare Facebook per l’ambiente, e siamo emozionati all’idea di lavorare insieme per perfmettere ai nostri utenti di misurarsi su Facebook con le questioni energetiche che più stanno loro a cuore.»

I consumi energetici delle aziende IT stanno rapidamente aumentando e il settore informatico è uno di quelli a più elevata domanda di energia elettrica: se la rete fosse una nazione, il suo consumo di energia sarebbe collocato al quinto posto. La battaglia vinta da Greenpeace, però, è quindi solo una goccia in un oceano. Il problema dell’origine dell’energia che alimenta i server di tutti gli altri big mondiali del web rimane. Facebook, oltre ad aver accettato l’impegno, lancia la stessa sfida agli altri colossi informatici IT, come Apple, IBM, Microsoft e Twitter.

Grazie alle campagne di sensibilizzazione, che le associazioni ambientaliste stanno portando avanti, molte aziende stanno spostando i propri server in Islanda che offre due caratteristiche molto ricercate dal settore IT: una migliore legislazione sulla tutela dei diritti sul web e una grande quantità di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, soprattutto geotermiche. Anche al clima freddo delle regioni nordiche, che fa risparmiare energia per il raffreddamento dei server, è un aiuto in più per chi sceglie di salvaguardare l’ambiente.

Indubbiamente internet è un acceleratore della domanda di fonti rinnovabili, è innegabile la sua funzione positiva per quanto riguarda la riduzione di emissione di CO2, grazie soprattutto alla riduzione dell’utilizzo della carta che si è avuto nell’era di internet. Un altro fattore da non sottovalutare è il ruolo che a rete assume nel mettere in relazione le diverse conoscenze sul risparmio energetico al livello globale.
Nonostante ciò, secondo studiosi statunitensi della Gartner technology research, internet pareggia la quantità di anidride carbonica prodotta dall’aviazione civile. Per tali motivi le associazioni ambientaliste, insieme a un numero sempre crescente di utenti e aziende, chiedono che il processo di cambiamento nell’utilizzo delle fonti di energia coinvolga sempre più settori, ad iniziare dalla rete, per la quale facebook è diventato un ammirevole esempio.

Graziella Marturano

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