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4 dicembre 2011

Rinuncia ad Oxford per una partita di footlball

La sua storia ha suscitato interesse, il suo nome compare tra le pagine delle principali testate statunitensi: l’America intera parla di lui. Si è trovato di fronte ad una scelta che avrebbe potuto cambiargli la vita: sostenere un colloquio finale per l’ammissione ad Oxford, fondamentale per la carriera futura, oppure scendere in campo al fianco dei compagni di squadra contro l’Università di Harvard. Lui ha scelto la seconda. I media d’Oltremare lo celebrano già come l’eroe dei nostri giorni.

Il suo nome è Patrick Witt, ha 22 anni ed è uno dei più brillanti studenti dell’Università di Yale. Patrick è stato selezionato tra i finalisti nella sua regione, la Georgia, in competizione per due sole borse di studio presso la nota università inglese. Non si tratta di una borsa di studio qualunque, bensì della Rhodes Scholarship, il cui scopo principale è quello di educare i giovani leader del futuro. Molte fonti ufficiali come il Times, la Yale University Press, il McGill Reporter e l’Associated Press la identificano come la più antica e prestigiosa borsa di studio internazionale. Non a caso, tra gli americani più illustri, personaggi come Wes Clark, comandante supremo della Nato dal 1997 al 2000; Bill Bradley, senatore americano dal 1979 al 1997; e il più conosciuto Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti (1993 – 2001), hanno beneficiato di questa esperienza ad Oxford.

Dopo aver inviato il suo brillante curriculum, il giovane ha ricevuto una lettera in cui si comunicava l’ammissione al colloquio di selezione finale. L’incontro però era stato casualmente fissato in corrispondenza di una delle più importanti partite annuali del campionato dilettanti di football americano: quella tra l’Università di Harvard e quella di Yale a New Haven, in Connecticut.

Senza molti preamboli, Patrick si è dimostrato deciso sin da subito: “Sarò a giocare la partita Harvard-Yale questo sabato”, ha dichiarato in un comunicato stampa. “Il mio obiettivo di questa settimana è rivolto esclusivamente alla preparazione per la partita insieme a miei compagni di squadra e agli allenatori. E’ una questione di principio, non posso abbandonare i compagni per i miei egoistici interessi.”

La pensa diversamente il portavoce della commissione per la borsa di studio: “ Cerchiamo ragazzi intenzionati a diventare leader in attività per il bene pubblico. E’ opinabile se dirigere una squadra di football corrisponda a tali caratteristiche.”

Una scelta impulsiva ed avventata dunque, quella di Patrick, ma che ha fatto del giovane ventiduenne un vero e proprio esempio di onestà e giustizia, in un mondo dove ormai l’individualismo trionfa su tutto. Ironia della sorte, il caso ha voluto che quel giorno la squadra di Yale portasse a casa una dura sconfitta, la peggiore degli ultimi trent’anni.

Claudia Fazio

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