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4 dicembre 2011

Spreco di denaro nella sanità pubblica, un dato preoccupante riguarda la Calabria

In un momento così delicato per il nostro paese per quanto riguarda l’economia, un dato preoccupante arriva dalla sanità pubblica. I dati relativi a questa situazione non sono di certo confortanti proprio perché si parla di spreco di denaro e si sottolinea circa il 29% dell’intero costo generale della spesa nazionale, uno spreco pari a 13 miliardi di euro negli ospedali dell’intero Paese. Il dato più increscioso, però, riguarda proprio dalla regione Calabria in merito alla sanità pubblica. La nostra regione, purtroppo, arriva al massimo punto di spesa ( 46,4%) non opportuno per questo settore.

A parlare di sanità calabrese è proprio il Responsabile Nazionale UDC per l’Innovazione e l’Informazione nel servizio sanitario Nazionale, Elio D’Alessandro che afferma: “A seguito di tale analisi, ritengo si renda immediata e necessaria un’opera di riduzione e ottimizzazione delle spese di gestione di questo delicato settore pubblico, sia per quanto riguarda i troppi ricoveri inappropriati che si registrano ancora negli ospedali della nostra regione, insieme ad un’ingovernabile duplicazione delle prestazioni e delle analisi mediche, sia per l’insoddisfacente gestione del servizio di acquisto farmaci, oggi decisamente inadeguato circa la reale esigenza delle strutture ospedaliere”, proponendo, come Ufficio Sanità dell’UDC, al fine di migliorare le prestazioni del servizio pubblico un diligente sviluppo di interventi sia in campo organizzativo e sia gestionale.

“Sono convinto-continua D’alessandro– che per molte necessità di ordine sanitario, ci si possa occupare adeguatamente del paziente anche al di fuori delle strutture ospedaliere. Con una buona rete di assistenza domiciliare e con un protagonismo rinnovato dei medici di famiglia, infatti, si potrebbe garantire il giusto interessamento a tutti quei malati che non debbono essere necessariamente ospedalizzati e si riuscirebbe a limitare loro molti disagi, evitando inutili soggiorni ospedalieri e riducendo notevolmente i costi per la struttura sanitaria”.

A causa dei tagli alla spesa sia nella sanità pubblica, che in quella privata e la crisi economica si ha il forte bisogno di riorganizzare le strategie e i processi di spesa in questo settore e per far sì che gli ospedali calabresi raggiungano standard qualitativi elevati, ha affermato ancora il Dirigente D’Alessandro, si deve tener conto anche dell’erogazione e divulgazione delle informazioni sensibili, oltre a far razionalizzare, alla politica calabrese, la gestione della criticità della sanità di questa regione.

Lucia Miceli

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