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15 gennaio 2012

Cala il sipario del Riso?

Martedì mattina una nota da parte della “direzione di Palazzo Riso”, ci lasciava -increduli- di fronte alla inattesa comunicazione di sospensione attività e possibile chiusura.

Da allora si sono susseguite una serie di controtendenze tra ”gli esponenti della Regione”, Raffaele Lombardo, che definisce una “bufala” tale decisione e i dipendenti dello stesso ente museale, da allora riunitesi in assemblea permanente. Campo -dirigente generale- attraverso una nota avvisa i dipendenti dell’assessorato di non rilasciare alcuna dichiarazione.

A seguito dell’accaduto sorge spontaneo un “comitato di supporto” Riso(di artisti, curatori, operatori culturali, cittadini), sceso in campo per far luce e tutelare i diritti di un ente che ha promosso iniziative d’ampio respiro. Riunitosi, ieri sera, nello spazio antistante l’edificio, dopo una lettera di Campo- in cui avrebbe esposto l’impossibilità di una riunione, causa “mancanza copertura assicurativa”, definita dal “direttore del museo”(Alessandro) censura per la libera aggregazione -per tutti quei cittadini interessati e intenti a riunirsi con l’Amministrazione regionale.

La vicenda, affonda le sue radici nei 12 milioni di euro (Po-Fesr, 2007/13)stanziati dall’Unione europea, in un programma artistico, intento a risvegliare l’arte mediterranea con particolare attenzione rivolta ai paesi protagonisti della Rivoluzione araba.

Dall’accaduto emerge una policromatica vicenda, in cui ad ogni modo si cerca di oscurare l’attività svolta dai vertici amministrativi negli ultimi nove anni, cui fa capo Alessandro; si dice avessero sbagliato la programmazione, i tempi, a fronte di un governo regionale che vuol tenerlo aperto, con le sale espositive vuote.

Ripristinando la storia degli eventi del Riso, prende forma: una “prima progettazione” risalente al 2004, relativa agli adeguamenti degli spazi esterni, e restauro del piano terra; una verifica del progetto subentra nel 2005 (richiesto dalla Sovraintendenza di Palermo) al fine di sopraelevare l’edificio di due piani.

Tali modifiche, richiederebbero maggiore investimento di capitale, tempo, poiché i lavori intrattenuti, rischiano di astenere il museo dalla realtà artistica. Alessandro, chiede all’assessore se – “ è a conoscenza del fatto che questi lavori della Soprintendenza sono difformi da quelli finanziati dall’allora Mise, nell’ambito dell’Apq del 2004 ‘Sensi Contemporanei’ che prevedeva, semplici lavori di adeguamento compatibili con le attività del museo”.

In mancanza di fondi , rimasti “bloccati” o interrotti dalle “lentezze burocratiche amministrative”, la dirigenza del museo Riso, lamenta l’impossibilità di poter avviare tali attività e di aver operato sotto tutela dello stesso.

Risosecondo museo della Sicilia– rappresenta un approdo dell’arte moderna/ contemporanea per artisti di fama e d’avanguardia, scultori, pittori che inneggiano al rinnovamento delle arti. Vetrina del mondo siciliano senza mai perdere di mira l’assetto internazionale, è portavoce di un riscatto sociale facendo confluire le voci e gli stili di uno spazio possibile.

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