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10 febbraio 2012

Tracce di futuro nel nostro passato 2: Il mistero dei Teschi di Cristallo

Nel precedente articolo di questa serie (Tracce di futuro nel nostro passato: i Maya e il 2012) abbiamo provato a conoscere i Maya e a saperne di più di questo popolo così antico e misterioso.

Teschi di Cristallo

Teschi di Cristallo

Ci sarebbe ancora tanto da raccontare e l’articolo su citato raccoglieva, in effetti, gli aspetti salienti e meno conosciuti sul mistero che avvolge il fatidico anno 2012. In attesa di ripercorrere le strade dei Maya e scoprire tanto ancora di misterioso e celato che c’è nel loro passato e nel nostro futuro, oggi ci dirotteremo, però, verso un argomento che, seppur apparentemente diverso, racchiude in sé lo stesso livello di mistero e fascino.

Tra le tante tracce che i Maya ci hanno lasciato del loro passato, c’è una profezia, che recita testualmente: “Quando i Tredici Teschi di Cristallo saranno ritrovati e riuniti, inizierà un nuovo ciclo per il genere umano, un ciclo di grande conoscenza ed elevazione”.

La questione dei Teschi di Cristallo non è molto conosciuta tantomeno c’è attinenza diretta (così sembrerebbe) con il 2012. Forse qualcuno ne avrà sentito parlare grazie alla produzione Hollywoodiana “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, in cui, a parte la storia molto fantasy, si evince chiaro il mistero che avvolge questi oggetti di origine sconosciuta.

Siamo nel XIX secolo quando questi Teschi cominciano a comparire sulla scena. Sembrerebbe che non tutti siano ancora stati ritrovati. Ma i Maya ci hanno trasferito anche il loro “avvertimento” trasmettendo nei secoli la leggenda che avvolge i Teschi e il loro possibile ricongiungimento. Avverrà l’inizio di un nuovo ciclo quando gli uomini si saranno evoluti e saranno definibili moralmente integri (l’Equilibrio), e quindi pronti a ricevere la formula per salvarsi. Una formula potente contenuta proprio nei tredici Teschi. Quindi sarebbe auspicabile riunirli prima della fatidica data del 12 Dicembre 2012.

Fin dalla scoperta del primo esemplare in molti hanno tentato di riprodurli creando dei falsi, che, purtroppo non hanno fatto altro che screditare la leggenda.  Ma cerchiamo di capire cosa hanno di speciale e perché occorre dar peso a qualcosa che potrebbe benissimo sembrare un bell’oggetto d’arredo dalle identiche dimensioni umane.

Cominciamo col raccontare la strana storia di chi entra in contatto con questi Teschi: tutte le persone che vi si sono trovate davanti giurano che, al loro cospetto, accadono fenomeni assolutamente inspiegabili. Famoso il caso del Teschio custodito nel British Museum, il quale ha avuto non pochi problemi dall’esposizione dell’oggetto. Strane reazioni del pubblico nel trovarselo davanti: la maggior parte tende ad evitare “l’incontro”, altri restano a fissarlo per ore; c’è chi canta litanie incomprensibili, chi, invece, cade in trance. Indubbiamente situazioni scomode e misteriose. Ma c’è dell’altro. Il personale interno del museo ha sempre sostenuto che il Teschio di notte si sposterebbe, illuminandosi ed emettendo rumori. Oggi, per tale ragione, il museo è stato costretto a coprirlo con un pesante telo nero.

Pura suggestione o reale potere?  Non è così semplice dirlo. Certo è che io stesso, nell’ammirare il teschio, non ho avuto sensazioni “paranormali”, mentre mi ha colpito incredibilmente la sua bellezza e lucentezza. Ma tutti questi episodi hanno certamente dell’inquietante, che tende ad accrescere enormemente la curiosità in tanti, soprattutto perché la direzione del British Museum ha deciso poi di collocare il Teschio in un angolo poco visibile dell’area dei ritrovamenti Messicani. Se non si va appositamente alla sua ricerca difficilmente ci si imbatterà per puro caso.

Un altro Teschio famoso, forse il più famoso, è quello detto di Mitchell-Hedges, dal nome della sua scopritrice Anna Mitchell-Hedges. Pare che anche questo Teschio genererebbe reazioni contrastanti in chi lo osserva: c’è chi ne rimane affascinato, chi invece turbato. Per esempio Anna, che ebbe una tale fascinazione per il Teschio e per i riflessi di luce che emana dagli occhi che non se ne separerà per tutta la vita (ci sono testimonianze di strane e morbose relazioni tra il Teschio e il suo proprietario); il padre non ne sopportava invece la presenza, al punto tale da assumere comportamenti al limite della nevrosi. C’è poi chi lo avrebbe visto circondato da aloni luminosi, o come attraversato da riflessi di paesaggi remoti.

Insomma, anche in questo caso ci si potrebbe chiedere quale sia la verità.  Ebbene, il Teschio di Mitchell-Hedges ha, però, dell’altro di sconvolgente.  Questo Teschio, ricavato da un unico blocco di cristallo di quarzo, è stato analizzato dal laboratorio Hewlett-Packard, specializzato in quarzi e cristalli e dal punto di vista tecnico, il risultato è sconcertante: è stato definito un “oggetto impossibile”, che non dovrebbe esistere!

Ma proviamo a capire il perché di queste forti affermazioni sul Teschio di Mitchell-Hedges. Secondo gli studiosi, l’incisione è stata fatta in senso contrario rispetto all’asse naturale del cristallo. Procedimento che permette una realizzazione più fine ma allo stesso tempo estremamente rischioso, perché un colpo poco preciso potrebbe causarne la frammentazione. Gli intagliatori odierni al contrario, infatti, rispettano i piani di simmetria dei cristalli, quindi è facile pensare che non sia un lavoro recente. Analizzando accuratamente al microscopio la superficie del Teschio non sono stati individuati graffi che possano attestare l’impiego di strumenti meccanici per la levigazione. L’unica ipotesi possibile è che il manufatto sia stato sgrossato con diamanti e poi levigato con sabbia quarzifera bagnata. Ma se così fosse l’impresa è stata davvero incredibile: si calcola che un tale lavoro avrebbe richiesto fino a 300 anni di lavorazione continua! Infine, è sorprendente notare che tale oggetto sembra avere al suo interno lenti e prismi che consentono di riflettere la luce in modo particolare, quando il quarzo, allo stato naturale, non produrrebbe tali giochi di luminosità che risplendono sul Teschio di Mitchell-Hedges.

Questi Teschi conterrebbero informazioni sull’origine e il destino della razza umana, ma il mistero maggiore è forse proprio la loro origine. Non è possibile datare la manifattura, ma moltissime storie narrano di una donazione fatta dagli extraterrestri agli abitanti di Atlantide. I Maya stessi, ma anche altre popolazioni, conducono la provenienza alle Pleiadi, per essere poi donati agli abitanti di Atlantide.

C’entrano davvero questi Teschi con il nostro passato e/o il nostro futuro? Un mistero crescente, le cui risposte sembrano ancora lontane dalla concezione umana.

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