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31 marzo 2012

Studenti e lavoratori a Milano fai da te? No problem ci pensa Morris Re!

Studenti (e aspiranti tali d’Italia) che desiderate recarvi a Milano per studiare presso le tantissime università che la fashion city offre, non esitate e, soprattutto, non abbiate paura! Milano è sicuramente una città meravigliosa per le opportunità che offre: non solo è sede delle più prestigiose università d’Italia ma garantisce innumerevoli “vantaggi” per la fase “extra-studio” …davvero senza pari. È una città decisamente “capiente”, che non ha mai negato un’ospitalità, perciò oggi notevolmente multietnica e per questo spesso problematica e complessa. Forse, oggi, una delle città del nord più meridionali che ci sia, considerando il numero abnorme di persone che negli anni si sono spostate per motivi di lavoro e che oggi vi risiedono stabilmente. I ritmi sono alti e “sfrenati”, nel bene e nel male. È una realtà che corre veloce e non sempre è facile segnare il suo passo. È una città che spesso si associa alla frase “O la ami o la odi”. Arrivare da studenti o da aspiranti lavoratori, magari dal Sud a Milano, non è cosa da poco, soprattutto se si proviene da realtà molto diverse e se non si è particolarmente avvezzi al cambiamento drastico o non si è proprio camaleontici e aperti alla diversità in tutte le accezioni possibili del termine.

Milano è, però, anche una città che si lascia vive a 360° ma non è detto che ciascuno riesca a farlo “senza intoppi”. A volte, anche viverla solo “ad angolo acuto”,  essere complicato.

Spesso, anche fare delle amicizie può diventare una vera e propria “avventura”.

C’è però chi da napoletano trasferitosi a Milano, e vivendo sulla propria pelle tutte le contraddizioni di questa città e tutte le difficoltà a cui si può andare incontro trasferendosi nella big city della moda, ha ben pensato di mobilitarsi per allentare quelli che possono “sembrare” i problemi per chi arriva in questa città, ritrovandosi senza punti di riferimento.

Si chiama Maurizio, ma noto ai più come Morris Re, promotore e curatore del gruppo Napoletani a Milano, gruppo di Facebook in cui si possono trovare tutti gli ingredienti giusti per non scoraggiarsi in “questa terra straniera” e per non fare “pasticci” usando dosi e quantità sbagliate!

Morris ha voluto raccontare a Controcampus il perché di questa sua iniziativa, invitando i tanti giovani “in transito” verso questa città a non demordere e a non scoraggiarsi… perché Milano, in fondo è solo una città “capricciosa”: bisogna solo capire “come prenderla e senza viziarla”.

1. Maurizio, raccontaci, come ti è venuta l’idea di creare un gruppo come punto di raccolta dei napoletani che vivono a Milano?

Prima di tutto mi presento, il mio nome è Maurizio Rendano, ma nel social network sono conosciuto come Morris Re.  Tutto nasce nel 2009, anno in cui mi sono trasferito a Milano per lavoro. Cercavo, a quel tempo, nel social qualcosa inerente a Napoli e ai Napoletani, per provare ad integrarmi e conoscere gente del mio paese, ma non ho trovato nulla di soddisfacente.  Il gruppo, in realtà, esisteva già ed era stato creato proprio qualche mese prima, giusto per “sfizio”, ma, era fermo lì, senza vita. Da quando ne sono diventato amministratore nel 2009 avrò aggiunto circa 500 persone e oggi siamo a circa 730 membri.

2. Ma ospita solo napoletani il tuo gruppo o c’è spazio anche per l’intero “popolo” campano?

In realtà è vero, il gruppo si chiama Napoletani a Milano, ma ospitiamo comunque tutti i campani che hanno voglia di trovarne altri campani a Milano con il quale costruire rapporti di amicizia e quant’altro. Ovviamente ci sono anche persone non di Napoli che nel tempo hanno richiesto di iscriversi al gruppo, simpatizzanti della città, del Napoli calcio o della popolazione: per questi persone però, simpaticamente abbiamo inventato un vero “test d’ammissione”, ma solo per giocare un po’ e per rompere il ghiaccio.

3. Che tipo di iniziative proponi ai tuoi iscritti?

Solitamente mi piace organizzare momenti nei quali si riesca a stare tutti insieme: momenti che possono andare da incontri organizzati per bere semplicemente qualcosa e fare quattro chiacchiere, a serate dedicate al ballo, al cinema (capita anche di aggregarci a serate di altri amici del gruppo). il principio fondamentale del gruppo è il No-Profit. In futuro mi piacerebbe poter stabilire qualche convenzione con ristoranti pasticcerie o altri luoghi napoletani o magari poter avere possibilità di recuperare annunci di lavoro per tutti quelli che come noi sono emigrati al nord per i più svariati motivi.

4.  Vi incontrate di frequente?

Ormai il weekend quasi sempre ci riuniamo e usciamo insieme e in settimana se capita qualche uscita anche si organizza. C’è da dire che ogni volta si aggiunge sempre qualcuno di nuovo, curioso di conoscere altri napoletani.

5.  Una persona che arriva a Milano, potrebbe contare sul vostro gruppo per trovare casa, avere delle indicazioni di massima sulla città, dei consigli?

Assolutamente sì.  È già capitato che magari altri membri del gruppo proponessero annunci di case o cose da fare in città eventi, sagre, concerti e il fenomeno sta crescendo.

6. Come canale di comunicazione e di contatto usate solo Facebook?

Diciamo che essendo composto da molti membri, sicuramente il riferimento è il gruppo di Facebook, che spesso aiuta anche i più timidi, indaffarati o indecisi a vedere e a capire cosa effettivamente facciamo ogni volta che usciamo, con tag di posti o pubblicazione di foto.  Con gli amici che escono più spesso, ci teniamo in contatto anche tramite sms, email.

7. Perché uno studente, un ragazzo, trasferendosi a Milano dovrebbe iscriversi a Napoletani a Milano secondo te?

Sicuramente uno studente deve iscriversi prima di tutto per sentirsi un po’ a “casa” e poi anche perché così può avere la possibilità di integrarsi più facilmente, avere possibilità di trovare un annuncio di una casa, piuttosto che colleghi di università o scuola che magari aveva perso di vista.

8. Secondo te che differenza passa tra venire a Milano per studiare, per lavorare o per provare semplicemente a viverci?

Io ci sono venuto solo per lavorare, in un certo senso “costretto” dall’impossibilità di trovare un lavoro stabile nella mia città, anche per lo studio credo che Milano, così come Napoli possa offrire corsi di studi più particolari e sicuramente di interesse mondiale, giacché ci sono studenti che vengono a Milano da tutto il mondo. Per quanto riguarda un’esperienza di vita, io non sceglierei mai Milano per fare una nuova esperienza di vita, ma è solo un pensiero mio.

9. Hai fatto anche i biglietti da visita del tuo gruppo: vorresti che presto o tardi questo gruppo si evolvesse verso altro? C’è del potenziale perché diventi qualcosa di diverso e/o di più importante?

Io come persona ho dei valori ai quali tengo molto e do sempre importanza a quello che mi appartiene: il gruppo lo sento totalmente mio e lo curo con il massimo che posso fare. I biglietti da visita sono solo una presentazione più degna di un gruppo che diventa sempre di più un riferimento importante sia a livello di amicizia che riguardo al discorso di un vero e proprio riferimento tra Napoletani. Progetti per il futuro? Beh per ora non ne ho nessuno in mente o meglio mi appaiono ancora lontani e non ben definiti. Per ora mi piacerebbe poter coinvolgere sempre più persone e farci conoscere, riuscendo a diventare una grande Famiglia Napoletana a Milano.

10. Invita, secondo lo stile Morris Re, leader di Napoletani a Milano on Facebook, le persone ad iscriversi…

Eheheh bella questa: “ Se vuoi ritrovare i valori e le emozioni travolgenti del sud, entra anche tu nella piccola Napoli e scoprirai un nuovo mondo!”

Grazie a Morris per la sua disponibilità e buon “Napoletani a Milano” a tutti!

Per chi volesse iscriversi al gruppo o semplicemente curiosare

 http://www.facebook.com/groups/napoletaniamilano/

 

 

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