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27 marzo 2012

“Balcani vent’anni dopo. 1991-2011”: mostra fotografica di Livio Senigalliesi

Livio Senigalliesi testimonia con un fotoreport la guerra che ha diviso la Jugoslavia con la mostra “Balcani vent’anni dopo. 1991-2011” dal 24 al 31 marzo nella Sala Piazza del Centro Civico Borgatti (via Marco Polo 51) del Quartiere Navile a Bologna.

La mostra, presentata da DPS-dispoditivi psicosociali  e promossa dall’Osservatorio Balcani e Caucaso e dall’Associazione Adl Zavidovici di Brescia, si inserisce nel progetto di informazione e sensibilizzazione “Carovana balcanica”. Il fotoreporter vanta collaborazioni con moltissime testate giornalistiche:  Corriere della Sera, Repubblica, L’Europeo, L’Espresso, Epoca, Panorama, Il Manifesto, Avanguardia, El Pais, Liberation, Facts, Die Welt, Berliner Morgenpost, Stern, Frankfurter Allgemeine, Time Magazine e National Geographic Magazine. I suoi ultimi report più famosi sono quello in Uganda sui bambini soldato, in Israele e a Berlino dalla caduta del muro a oggi in occasione del ventennale dello scorso anno.

L’assedio a Sarajevo fu durissimo e sconvolse l’opinione pubblica di tutto il mondo. Durò dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996, inizialmente il 2 maggio del1992 Sarajevo fu completamente isolata dalle forze serbo-bosniache. Le principali strade che conducevano in città furono bloccate, così come anche i rifornimenti di viveri e medicine e tutti i servizi. L’assedio di Sarajevo fu il peggiore e il più catastrofico periodo della storia della città a partire dalla prima guerra mondiale.

Fu uno dei passaggi durante la guerra bosniaca in cui si scontrarono le forze del governo bosniaco e la JNA (Armata Popolare Jugoslava) assieme alle forze serbo-bosniache. Si stima che durante l’assedio le vittime siano state più di 12.000, i feriti oltre 50.000, l’85% dei quali tra i civili. Per non parlare delle migrazioni forzate della popolazione: furono migliaia i rifugiati che da Sarajevo partirono verso la Republika Srpska. La città era stata fino ad allora un modello di integrazione multietnica, ma l’assedio spinse le popolazioni a drammatiche divisioni. Le forze serbe condussero una campagna di pulizia etnica nelle parti della città da loro occupate.

Per non dimenticare quella che è stata una delle guerre che ha sconvolto l’umanità intera e, con le parole di Massimo Nava inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera, cito:

«L’hanno chiamata guerra civile, guerra etnica, guerra religiosa, guerra per l’indipendenza o per l’espansione di uno stato rispetto agli altri stati, ma è stata soprattutto una vendetta della storia, come se le vittime dei massacri dei secoli precedenti fossero uscite dalle tombe per vendicarsi.»

Alcune foto significative si possono trovare sul sito del fotografo.

 

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