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8 marzo 2012

Cesare Basile e il Teatro Coppola di Catania

Cesare Basile, cantautore carismatico e tra i più rappresentativi del panorama musicale alternativo italiano, si è esibito (ieri 7 marzo) al Teatro Coppola “Teatro dei cittadini” di Catania, in un suggestivo due acustico, insieme a Massimo Ferrarotto (apprezzato musicista catanese).

Basile, artista girovago, che ha suonato in lungo e in largo in Italia e non solo, con artisti fra più importanti della scena musicale indipendente, producendo anche molti emergenti; poeta e bluesman dalla voce sensuale e alcolica, da qualche tempo è tornato nella sua Catania e da qui è ripartito per una nuova avventura, che ha come obiettivo quello di far rinascere l’arte, una certa arte, nella sua città e nella sua Sicilia.

E’ infatti tra i principali fondatori dell’Arsenale, federazione siciliana per le arti e la musica, che nata quasi un anno fa, si propone di coltivare, proteggere, reclamizzare e creare spazi, all’arte siciliana; è anche stato, fin dal primo giorno, tra i protagonisti dell’occupazione-liberazione del Teatro catanese, sulla scia del Valle di Roma, nel quale Basile si è esibito più volte nel corso dell’occupazione e che ha da sempre sostenuto.

Dopo un anno intenso, con tanti concerti come: “L’ovunque in Sicilia tour”, il guest al premio Tenco 2011, la nomination del brano “L’impiccata” per il premio Amnesty 2012 Voci per la Libertà, Basile ritorna a suonare nella sua Catania, nei luoghi a lui cari, tra gli amici di sempre, per festeggiare i tre mesi della rinascita del Teatro.

Un contributo artistico importante il suo ma anche un desiderio, quello di esibirsi in luogo che grazie alla sensibilità e la caparbietà di alcuni è tornato a vivere e a respirare arte:“Penso al Teatro Coppola, al Teatro dei cittadini, come a un luogo di dignità. La luce liberata. Il palco di una bruciante poesia anarchica che indossa il suo “vaffanculo” come un gioiello riscattato. Penso al teatro Coppola, al Teatro dei cittadini, come a una squadra di rugby che si lancia in avanti passando la palla indietro senza bisogno di catechismo. Fare tutto in velocità per non perdere il valore del movimento. Affrontando conflitti necessari come gente cosciente e non da sudditi. Sognando noi e gli altri come ora non siamo.”

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