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7 marzo 2012

Curiosità storiche: da Erasmo all’Erasmus

Il progetto Erasmus, acronimo di ”European Region Action Scheme for the Mobility of University Students” nasce per opera della Comunità Europea poco più di un decennio fa, nel 1987. Non tutti però sanno che il nome del programma ha origini ben più antiche; deriva appunto dall’umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam vissuto nel lontano XV secolo.

La sua vita fu un susseguirsi di viaggi e scoperte: critico sul metodo di insegnamento, ha usato le sue teorie e vissuto, studiato e lavorato in diverse parti d’Europa per comprenderne le differenti culture.

Dopo che divenne sacerdote soggiornò a Parigi, dove vi rimase fino al 1499; dapprima frequentò il Collège de Montaigu, ma presto la dura disciplina e il pessimo alloggio lo convinsero a trasferirsi in una pensione per studenti, offrendo lezioni private di latino per arrontondare lo stipendio irrisorio che proveniva dall’essere vescovo.

Giunse quindi in Inghilterra alla scoperta della cultura anglosassone, qui conobbe il teologo John Colet, figura importante per Erasmo, che aprì la mente spingendolo a quell’interesse filologico per la Bibbia che è centrale nella sua attività di studioso. Viaggiò poi alla scoperta dell’Italia, visitando Bologna, Venezia, Padova, Siena, Napoli, Roma, sino alla Svizzera, divenendo cittadino di Basilea.

Non poteva quindi esserci spunto migliore per poter dare il nome al programma Lifelong Learning. Proprio come fece Erasmo da Rotterdam diversi secoli fa, gli studenti del nuovo millennio attraverso quest’esperienza di studio possono diventare cittadini del mondo; basti pensare infatti che il progetto fu creato proprio per educare le generazioni future all’idea di appartenenza a un unico blocco, quella che poi sarebbe stata l’Unione Europea.

Rispetto al 1500, la rete dei collegamenti tra luoghi geograficamente distanti è divenuta sempre più estesa e sviluppata; quindi, se ha potuto Erasmo, perchè non provare noi, cittadini della nuovissima epoca?

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