• Google+
  • Commenta
26 marzo 2012

Franco Piperno: “Io prete mancato ora faccio cinema”

Franco Piperno è professore di Fisica all’Università degli Studi della Calabria. Ex fondatore di Potere Operaio, oggi riscopre un altro se stesso grazie alla recitazione in ‘Fiabeschi torna a casa‘, un film di Max Pezzotta, il Piperno predicatore, il prete mancato, l’oratore/attore che voleva cambiare il mondo.

Da leader dei movimenti sessantottini, l’attivista e fisico italino si cimenterà nella pellicola d’esordio del regista Max Mazzotta, che si è ispirato ai lavori di Andrea Pazienza, pittore e fumettista italiano :

Grazie al film di Max Mazzotta ho potuto riflettere sulla mia seconda anima – afferma ad Adnkronos il professore – quella di prete mancato o forse spretato ma le mie prediche di oggi sono cambiate rispetto al passato perché ora penso che sia più facile cambiare le idee sul mondo che cambiare il mondo“.

Le riprese del film sono attualmente in corso nell’interland cosentino, raccontando la Calabria e i suoi diversi sapori. Nel film anche gli allievi dello stesso Piperno, come la sposa:

Un’alunna anche molto brava che mi sarebbe piaciuto confessare, ma lei non ha accettato“, dice scherzando il docente.

Al professore, che ha confessato di credere di non credere, è stato chiesto di interpretare “la parte” del prete durante la scena del matrimonio presente nel film:

Io sono un prete mancato. In fondo il prete fa sermoni per mettere in collegamento le sofferenze dei fedeli con la possibilità di riscatto nell’aldilà.

Anche a me è successo, soprattutto da giovane, di pensare che si potesse migliorare il futuro e mi sono battuto per questo. Sono stato un prete militante e come accade ai preti poi è subentrato anche il disincanto per la difficoltà di rendere migliore il mondo. E alla fine ho tratto la convinzione che è più facile cambiare le nostre idee sul mondo, piuttosto che cambiare il mondo“.

Si è espresso anche sulle ultime vicende politiche e sulla Riforma del lavoro :

L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non difende il potere operaio, ma il potere sindacale. La battaglia dei sindacati non va confusa con una reale difesa degli operai, perché è in realtà una battaglia in difesa del potere delle burocrazie sindacali.

Il professore giudica questa riforma come un aspetto positivo per i sindacati, ma non per gli operai:

Il numero degli operai che ricorre per il reintegro – conclude – è esiguo e si tratta per la maggior parte di operai sindacalizzati. L’esiguità, quindi, dipende sia dal fatto che lo Statuto si applica alle grandi imprese (e l’Italia è fatta soprattutto di piccole), sia dal fatto che le vertenze davanti al giudice per reintegro sono in sé poche, circa 30 in un anno“.

Non ci resta che augurare un in bocca al lupo, o al prete, a Piperno per il suo esordio nel cinema italiano.

Google+
© Riproduzione Riservata