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30 marzo 2012

Home SWEET home? No… Home ECO home!

É la nuova frontiera dell’abitare in maniera ecosostenibile, un connubio perfetto tra avanguardia e ambientalismo.
Che si parli di Architettura Bioecologica, Ecocompatibile, Olistica, Naturale, Green building o Feng Shui il concetto è lo stesso: s’intende quell’architettura volta ad una riduzione dell’impatto ambientale e al miglioramento della salute e della fruizione delle strutture, integrando materiali e tecnologie appropriate.
Questo fenomeno vede le sue radici nel “Baubiologie”, termine tedesco che significa “studio della vita o degli esseri viventi in relazione alle costruzioni” , introdotto per la prima volta nel 1976 da Anton Shneider, fondatore dell’istituto dedicato a questa ricerca presso Neubern (Monaco di Baviera).
Si tratta di una tendenza messa in atto a fronte di una nuova attenzione e di una nuova sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali e delle conseguenze che migliaia di anni di sfruttamento del pianeta si stanno ripercuotendo sul pianeta stesso. A questo proposito il settore dell’edilizia non si è risparmiato: in alcuni casi le aziende ne hanno fatto una questione di marketing e pubblicità.
Il punto focale attorno al quale ruota questa etica di edilizia è la sostenibilità: quel concetto secondo il quale esiste un vincolo di “sopportazione” del pianeta nei confronti del suo stesso depauperamento. È vitale ridurre progressivamente l’usufrutto di risorse non rinnovabili, per lasciare spazio a quelle rinnovabili. Questo modo di intendere l’architettura fa costantemente capo ai principi di risparmio di risorse e di una minima produzione di inquinamento.
Ci sono delle ragioni pratiche, etiche, morali e di natura ambientalista alle quali il green building fa riferimento, che hanno imposto un’inversione di tendenza nell’attività di costruire e che hanno portato ad una riscoperta del vivere in sintonia e in rispetto della natura.
La bioedilizia si basa sull’utilizzo di materiali ecocompatibili, sul risparmio energetico, sul concetto di struttura “bio” che abbia una propria “vita” e che interagisca con l’ambiente nel quale viene inserita, senza stravolgerne gli equilibri. Inoltre è necessaria un’attenta analisi dell’intero ciclo di vita del prodotto deputato a studiare l’impatto complessivo di esso, partendo dall’estrazione delle materie prime utilizzate, passando per i prezzi ambientali di trasporto, produzione e utilizzo, per arrivare al suo eventuale smaltimento e riciclaggio.
L’obiettivo intrinseco di questa modalità ecologica di costruire è il concetto di comfort ambientale che si identifica con il benessere psicofisico degli utenti di una struttura e dipende da condizioni ambientali determinabili dall’arbitrio di un progettista, che si avvale di una gestione green building.
Allontanandoci dal concetto di sostenibilità in stretto rapporto con edilizia e architettura, approdiamo ad un quadro ben più ampio che racchiude i più svariati aspetti della vita degli esseri viventi: negli ultimi anni si parla infatti di moda ecosolidale, di turismo sostenibile, ristorazione sostenibile, autovetture ecologiche… estendendo la sua accezione fino a campi come finanza, commercio, comunicazione, agricoltura..

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