Quale università scegliere dopo il Tecnico Costruzioni Ambiente e Territorio

Daniela Saraco 23 Luglio 2020

Consigli e indicazioni per sapere quale università scegliere dopo il tecnico costruzioni Ambiente e territorio : cosa studiare e cosa diventare, sbocchi professionali previsti.

Le informazioni necessarie per chi vuole iscriversi all’università con la maturità CAT, i corsi appropriati e opportunità di lavoro o di studio post diploma.

Gli studenti diplomati al CAT sono sicuramente appassionati di costruzioni, progettazioni e territorio.  Quale università scegliere, dunque, dopo il tecnico costruzioni ambiente e territorio? Quali sbocchi professionali sono previsti? Le alternative sono due, ossia immettersi immediatamente nel mercato del lavoro o proseguire gli studi di specializzazione.

E’ bene specificare che il diploma da geometra assicura quasi immediatamente l’immissione nel mondo del lavoro. Per esercitare la libera professione è necessario sostenere gli esami di abilitazione all’esercizio, con conseguente iscrizione all’albo.

Lo studente dovrà anche svolgere un tirocinio di massimo 18 mesi presso studi professionali di geometra, architetto o ingegnere civile. In alternativa è possibile svolgere attività tecnica subordinata, sempre per almeno un anno e mezzo. E’ possibile  frequentare dei corsi di formazione professionale e di Formazione Tecnica Superiore. Tantissimi, inoltre, sono gli ambiti professionali in cui è possibile inserirsi. Questo perché il CAT approfondisce molti ambiti. Le materie di studio, infatti, si basano sulle norme di diritto civile e amministrativo, la valutazione degli immobili, le misure di messa in sicurezza e conoscenze di carattere finanziario.

Per chi vuole invece continuare gli studi, quale università scegliere dopo il CAT? Di sicuro esistono corsi di laurea specifici. Tra i più comuni c’è Ingegneria che rappresenta il naturale proseguimento del percorso scolastico. In questo modo gli studenti, in base  alle loro aspirazioni, possono approfondire le conoscenze acquisite.  Vediamo nel dettaglio quale università scegliere dopo il diploma di tecnico costruzioni ambiente e territorio.

Università dopo il Tecnico Costruzioni Ambiente e Territorio: facoltà e corso di laurea da scegliere

Dopo il diploma al CAT, è possibile sostenere l’esame di Stato per la libera professione. C’è anche la possibilità di non svolgere il  tirocinio, scegliendo però di proseguire la formazione. Quale università scegliere dopo il tecnico Costruzioni? A risponderci è la Preside Cerchia, già commissario delle commissioni per l’orientamento: ” Gli studenti che hanno ottenuto il diploma di  geometra, solitamente, decidono di proseguire gli studi di Architettura o di Ingegneria. Questo perchè continuano il naturale percorso scolastico.”

La Preside continua:”Grazie alle discipline studiate al CAT, i ragazzi saranno in grado di acquisire le giuste competenze per diventare professionisti. Il piano di studi è suddiviso in due bienni e un quinto anno. Il primo biennio è caratterizzato dalla presenza di insegnamenti di base e materie tecnico- scientifiche. Nel secondo biennio e nell’ultimo anno si studiano le materie profesionalizzanti come estimo, topografia e scienza delle costruzioni. Gli studenti partecipano, inoltre, a  molte le ore di laboratorio con la possibilità di svolgere stage.

Facoltà universitarie per diplomati al Tecnico Costruzioni Ambiente e Territorio: la più appropriata e la più semplice

Gli studenti del CAT partecipano al programma alternanza scuola/lavoro, per conoscere da vicino la reltà degli studi professionali, delle aziende e degli enti pubblici. Per chi vuole continuare gli studi, quale università scegliere dopo il tecnico costruzioni? A risponderci è la Preside Cerchia: “L’istruzione tecnica coniuga il sapere con il saper fare, offrendo agli studenti delle competenze immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.”

La Preside conclude: “Di conseguenza, la facoltà di ingegneria è sicuramente la più appropriata. Gli studenti, difatti, hanno familiarità con le capacità grafiche e progettuali in campo edilizio e nell’organizzazione del cantiere. Sono, inoltre, preparati  nella gestione degli impianti, nel rilievo topografico, nella stima di terreni e fabbricati, nell’amministrazione di immobili e nello svolgimento di operazioni catastali.

Elenco delle facoltà universitarie per diplomati dell’Istituto Tecnico Costruzioni Ambiente e Territorio e sbocchi lavorativi da intraprendere

Per chi non vuole iscriversi alla facoltà di ingegneria, quale università scegliere dopo il tecnico costruzioni? Vediamo nel dettaglio i corsi di laurea più appropriati:

  • Scienze dell’architettura; tecniche dell’edilizia;
  • Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale;
  • Architettura;
  • Design delle costruzioni.

Ricordiamo che non sono pochi gli sbocchi professionali per un geometra che decide di non proseguire gli studi. In base alla sua formazione, un diplomato al CAT può:

  • lavorare presso imprese edili o enti locali,
  • fare da consulente esterno in tribunale,
  • determinare il valore delle proprietà messe all’asta,
  • essere il direttore dei lavori nel caso di un progetto edile.

Inoltre, un  geometra può effettuare la  valutazione dei rischi idrogeologici e la salvaguardia del paesaggio e del territorio in fase di progettazione. Le sue conoscenze nel campo delle fonti  e dei consumi energetici , infine, ampliano gli sbocchi professionali come consulente aziendale.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto