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25 marzo 2012

I Masnadieri all’Argentina per la Giornata mondiale del Teatro 2012

“Il Teatro vuole l’attore vivo, e che parla e che agisce scaldandosi al fiato del pubblico; vuole lo spettacolo senza la quarta parete, che ogni volta rinasce, rivive o rimuore fortificato dal consenso, o combattuto dalla ostilità, degli auditori partecipi, e in qualche modo collaboratori.”. Con queste parole Silvio D’Amico, grande critico e teorico del teatro italiano vissuto nella prima metà del XX secolo, celebra la grande arte del teatro, tessendo le lodi dello spazio scenico come luogo di comunione tra attori e pubblico, come luogo di creazione di storie, personaggi, emozioni, ma anche di riflessione su temi sociali e politici.

Sono gli stessi gli intenti che muovono la Giornata mondiale del Teatro che sarà celebrata in Italia, come nel resto del mondo, il prossimo martedì 27 marzo. Istituita dal Consiglio dei Ministri con un decreto del 6 novembre 2009 è stata celebrata per la prima volta nel 2010, colmando un notevole ritardo con il resto dei paesi occidentali, in quanto la prima giornata mondiale del teatro fu stabilita dall’ITI (International Theatre Institute) di Parigi addirittura nel 1962.

Sarà, in ogni caso, una giornata dedicata alla grande arte performativa, con l’intento esplicito di avvicinare le giovani generazioni al mondo del teatro, comunicando il messaggio, nobilissimo e quanto mai attuale, che l’arte del recitare è un’arte quanto mai viva e soprattutto quanto mai necessaria, che unisce forme di intrattenimento culturale ed alta poesia, comicità e tragedia, portando con sé un contenuto di critica costruttiva della società altissimo in una forma artistica tra le più potenti ed efficaci.

Sarà proprio incentrato sul tema della riflessione sulla società, e sulla moralità che sottende ad una società, la rappresentazione che è in scena al Teatro Argentina, ovvero I Masnadieri, che rappresentano l’esordio del tedesco Friedrich Schiller nel 1782. Tragedia di spicco del movimento romantico tedesco, I Masnadieri è composta da cinque atti che vivono di un’intensa critica all’etica ed alla morale delle istituzioni politiche e sociali dell’epoca, contro le quali l’autore tedesco si scaglia, orchestrando un’ode alla lotta per la libertà e per la giustizia, contro qualsiasi tipo di oppressione.

Questioni e temi che risuonano prepotentemente anche nel mondo contemporaneo e che rivelano un livello allegorico profondo, una chiave di lettura che fa rivivere l’opera durante l’atto,  scoprendo mitologemi strutturali che parlano allo spettatore d’oggi di temi archetipici delle vicende umane, come la lotta ad ogni tipo di oppressione e di forma di limitazione delle libertà individuali, e che sono, soprattutto in questi ultimi anni, attuali e vivissimi. Opera quindi fondamentale quella riproposta all’Argentina dal regista Gabriele Lavia fino al 1 aprile, e che, proprio in onore della Giornata mondiale del Teatro, potrà essere apprezzata usufruendo del 50% di sconto per i posti in platea.

Che il vostro lavoro sia avvincente e originale. Che sia profondo, toccante, contemplativo, unico. Possa aiutarci a pensare, a domandare cosa vuol dire essere umani, e che questo pensiero possa essere sostenuto col cuore, con la sincerità, con il candore, e con la grazia.” Questo l’invito di John Malkovich, chiamato a inaugurare questa giornata mondiale del teatro lo scorso 22 marzo all’ITI di Parigi. Parole toccanti, che ci illustrano con profondità d’animo le molteplici qualità e potenzialità delle arti performative, e della loro grande importanza nella costruzione culturale di ognuno di noi.

Con la speranza che l’iniziativa sia riproposta con forza ancora maggiore negli anni futuri, che i teatri che vi partecipano siano sempre di più, e che le persone non attendino solamente questa giornata per andare a teatro.

 

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