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2 marzo 2012

L’8 marzo alla “Statale” di Milano si parla di scienza e parità dei sessi.

Nel 2012 la parità dei sessi non è un fatto così scontato come ci si potrebbe immaginare. E lo è ancor di più (strano a dirsi) in un settore all’apparenza “neutrale” come la scienza. In una ricerca dell’ American Association of University Women, pubblicata nel 2010, nell’ambito scientifico risultano essere molto poche le donne che sono riuscite a raggiungere un alto livello della propria carriera. Si tratta, molto spesso, di donne determinate, preparate e appassionate, che nella scala professionale si fermano sempre qualche gradino prima dei loro colleghi uomini.

Lo stesso studio individuava le cause all’interno di stereotipi culturali che, talvolta, sfociavano addirittura in auto-discriminazioni da parte delle stesse lavoratrici. Ma il problema non è circoscritto soltanto a piccole realtà accademiche o scientifiche, ma lo si rileva anche  all’interno di prestigiose università e centri di ricerca, una su tutte: Harward, dove nell’ambito scientifico e matematico le donne risultano essere in numero molto inferiore rispetto ai colleghi dell’altro sesso.

Ciò è dovuto, in parte, ad un vero e proprio pregiudizio culturale  che non accetta un parità dei sessi “totale”, riguardante cioè qualsiasi categoria di lavoro, ma che al contrario rifiuta l’idea che le donne siano adatte a certi tipi di lavoro. Questo spiegherebbe perché , in molti casi, per essere considerata “produttiva” nel settore ad una donna sono richieste tre pubblicazioni mentre ad un uomo ne basta una. Per molto tempo l’attenzione dei progetti americani ed europei contro la disuguaglianza è stata rivolta verso le stesse donne, attraverso programmi precisi che si ponevano l’obiettivo di aumentarne il senso di autostima e l’abbattimento del fenomeno di auto-discriminazione. Oggi invece si punta direttamente sul sistema.

La comunità europea si fa promotrice, finanziandolo, del progetto STAGES (Structural Transformation to Achieve Gender Equality in Science)  al quale partecipa anche l’Università degli studi di Milano attraverso il Centro di Studi e Ricerche  “Donne e Differenze di Genere”. Il progetto sarà presentato nella sala Napoleonica  della stessa università sita in via Sant’Antonio 12, a partire dalle ore 9. Alla conferenza prenderà parte, tra gli altri in videoconferenza, anche il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero.

Nel comunicato, pubblicato sul sito dell’ateneo, si legge: “All’interno del nostro Ateneo il progetto STAGES prevede un piano che va dall’analisi delle dinamiche discriminatorie e la sensibilizzazione al tema dell’uguaglianza di genere a interventi strutturali sui fattori che influenzano le carriere.Oltre alla Statale, il progetto coinvolge: Fraunhofer Gesellschaft zur Förderung der angewandten Forschung (Germania); Aarhus Universitet (Danimarca); Universitatea Alexandru Ioan Cuza (Romania); Radboud Universiteit (Olanda); ASDO Associazione (Italia)”.

 

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