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17 marzo 2012

Lettore di scambio, questo sconosciuto

Non è inusuale che uno studente che abbia deciso di aderire a un bando Erasmus o progetti di immatricolarsi in un ateneo straniero si trovi a che fare con un marasma di scartoffie e ordalie amministrative a cui cercare di far fronte prima delle scadenze,il tutto magari in una lingua di cui ancora non ha afferrato i fondamentali.

Ebbene dagli anni ’80 l’università italiana mette a disposizione una figura raramente rammentata e di cui si avvale solo una minoranza di studenti ma basilare nei rapporti di mobilità e ricerca internazionale;questa figura dalla storia politica controversa è il lettore di scambio. I lettori di scambio sono a disposizione di studenti e di docenti in tutte le facoltà e fanno da “mediatori” tra il proprio ateneo e quello del paese di riferimento svolgendo diverse funzioni, quali l’orientamento per quanto riguarda le opportunità di mobilità all’estero per studio e ricerca, nonché la collaborazione per gli esami di lingua e per l’elaborazione e aggiornamento del materiale didattico.

Oltre a ciò svolgono un ruolo importante nell’internazionalizzazione degli atenei e nei rapporti culturali tra le università gemellate insegnando lingua e cultura del Paese di origine,coordinando iniziative culturali e scientifiche come convegni, rassegne cinematografiche, progetti di ricerca, seminari, mostre e traduzioni di autori italiani spesso – non sempre – creative e stimolanti a cui capita che intervengano personalità di spicco del programma culturale internazionale.

Un punto di riferimento fondamentale per chi ha problemi a relazionarsi con la burocrazia di una facoltà estera o ha deciso di imparare una lingua solitamente poco parlata,i lettori infatti possono essere madrelingua portoghese come ebraica,russa o finlandese,tutti disponibili a fornire delucidazioni su possibilità di finanziamento per ricerche all’estero,mettere a disposizione corsi di lingua e proporre incontri in cui confrontarsi con culture diverse.

C’è stato un momento in cui questo incarico ha corso il grosso rischio di scomparire dalle facoltà italiane,nel 2009 infatti la riforma generale delle università voluta dalla scorsa legislatura e dal ministro Gelmini aveva inserito in un articolo l’abolizione dei lettori di scambio come misura di risparmio conseguente la crisi;la nuova legge avrebbe di fatto abrogato la precedente in vigore da anni indebolendo il sostegno necessario alla non certo troppo diffusa tendenza nel nostro paese a imparare una lingua straniera. L’intervento del Colle contribuì a limare il provvedimento trovando un punto di accordo tra le richieste dei lettori stranieri e le necessità del governo (nessuno degli atenei europei ha mai ventilato l’attuazione di un simile provvedimento,i lettori di scambio italiani all’estero sono tra l’altro presenti in maggior numero rispetto ai lettori stranieri nel nostro paese).

Consapevoli di quale rischio abbia corso questa categoria e come sia stata combattuta una piccola battaglia perché gli studenti italiani potessero continuare a usufruirne,qualora vi trovaste in difficoltà burocratiche o linguistiche non esitate a sfruttarla! ogni sito di ateneo ha la propria pagina dedicata con orari di ricevimento e tutto il necessaire.

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