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17 marzo 2012

L’università degli studi di Milano festeggia i 20 anni della legge 104

Compie vent’anni la legge 104. Quella legge di cui ricordiamo molto bene le finalità, concentrate nel rispetto assoluto della dignità umana e nella massima integrazione della persona invalida all’interno della società attuale (famiglia, scuola, lavoro et cetera).
Ma qual è il contributo della ricerca universitaria all’attuazione dei principi stabiliti dalla norma? L’università degli studi di Milano promuove una giornata di studio per confrontarsi sul tema in occasione dei 20 anni dalla creazione della legge.
E’ nella università della capitale lombarda, sensibile a queste tematiche, realizzando già nel 2006, con la cooperazione della Fondazione ASPHI e Fondazione Politecnico di Milano, un confronto tra gli obbiettivi comuni della crescita tecnologica e le esigenze di utenti portatori di handicap, che si uniranno le menti di esperti di diritto, ingegneria, medicina, pedagogia, psicologia, scienze motorie e terapia occupazionale. Essi sapranno confrontarsi su come i propri studi abbiano migliorato il rapporto dei disabili con l’ambiente cittadino, professionale, formativo, sanitario e sportivo condividendo le buone pratiche di inclusione e le criticità ancora irrisolte.

Il convegno – promosso da Statale e CALD (Coordinamento degli Atenei Lombardi per la disabilità) si concluderà con una tavola rotonda – moderata da Lorenza Violini – a cui parteciperanno Chiara Bisconti, assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e Tempo libero e Franco Bomprezzi, consulente per le politiche della disabilità del Comune di Milano, Rosa Cervellione, presidente di FIE (Federazione italiana epilessie), Walter Fornasa, coordinatore di CALD, Giovanni Manzoni di Fand  (Federazione Associazioni Disabili), Mario Melazzini, coordinatore delle politiche regionali per le disabilità, Giovanni Merlo di Ledha , Erica Monteneri dell’Unione Italiana Ciechi  e Massimo Pagani, assessore alle politiche sociali della Provincia di Milano.

 

Chiara Cerini

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