• Google+
  • Commenta
17 marzo 2012

“Magnifica presenza”il nuovo film di Opzetek, tra attori e fantasmi in cerca di autore.

Dopo i suoi precedenti successi , Ferzan Opzetek ritorna sul grande schermo proponendoci un nuovo film, intitolato “Magnifica presenza”.  Nel pur ricco il cast di attori, è il protagonista Elio Germano che grazie alla sua straordinaria recitazione riesce a coinvolgere il pubblico fino all’ultima scena.

IL FILM. Nelle sale italiane da venerdì 16 marzo, “Magnifica presenza” è l’ultimo lavoro del regista di origini turche Ferzan Opzetek; girato interamente a Roma tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, l’opera è prodotta, oltre che dalla Fandango e Faros Film, anche da Rai Cinema. Sontuoso il cast di attori presenti nella pellicola: si va da Elio Germano, che interpreta il ruolo del protagonista, a Beppe Fiorello, passando a Margherita BuyVittoria Puccini , senza dimenticare Andrea Bosca e il cammeo di Anna Proclemer.

LA TRAMA. Pietro è un giovane siciliano omosessuale trasferitosi nella capitale in cerca dell’occasione della sua vita: ma mentre sogna di diventare attore, a Roma lavora di notte sfornando cornetti e condividendo l’appartamento con la cugina Maria – una praticante avvocato dalla vita sentimentale abbastanza turbolenta. Quando Pietro trova finalmente casa in fitto, un villino in stile liberty nel quartiere di Monteverde,  dopo il primo entusiasmo per il prezzo decisamente basso, si rende conto ben presto di non essere il solo ad abitarla: i suoi coinquilini sono un gruppo di fantasmi tutti appartenenti a una compagnia teatrale degli anni ’40,  rimasti intrappolati tra quelle pareti per una precisa ragione che sarà alla fine proprio Pietro a svelare. L”inevitabile e iniziale stupore accompagnato dalla paura viene sostituito da una buona dose di affetto e  complicità: i fantasmi adottano Pietro, lo sostengono e lo aiutano persino nel provare la parte per i suoi provini teatrali.  Un affetto che Pietro contraccambia, cercando un modo per liberarli dalla prigionia nella quale sono precipitati.

I TEMI CARI AD OPZETEK.  Nel nono film di Opzetek ritroviamo ancora una volta i temi a lui più cari: dall’omosessualità, alla famiglia allargata, fino alla rielaborazione dei tragici avvenimenti storici appartenenti al periodo della Seconda Guerra Mondiale- discorso cinematografico già intrapreso già con “La finestra di fronte“. Tra evocazioni marcatamente pirandelliane (i “Sei personaggi in cerca d’autore“) in chiave decisamente teatrale, il film deve molto anche alla lezione del cineasta spagnolo Pedro Almodovar: melodramma e commedia, realtà e mistero sono tra loro abilmente mescolati, avendo tuttavia come collante lo sguardo indifeso e spaesato di Pietro , così come interpretato da Elio Germano.

DA I FANTASMI A ROMA DI PIETRANGELI ALLE PRESENZE DI OPZETEK. C’è da dire innanzitutto che il cinema si è da sempre misurato con il paranormale, sia con pellicole straniere ( dal  comico Ghostbusters al drammatico The others tanto per citarne i più famosi) che con quelle nostrane. Vale la pena ricordare un film degli anni ’60, girato a Roma in un antico palazzo nobiliare, diretto da Antonio Pietrangeli e co-sceneneggiato da Ettore Scola ed Ennio Flaiano: “Fantasmi a Roma“. Il plot narrativo è il medesimo, come anche l’ambientazione: in questo caso però i fantasmi non si rivelano al proprietario del palazzo nonchè loro discendente, ma si coalizzano tra loro per proteggere la casa, in un clima da commedia fantasy che all’epoca purtroppo non riscontrò fvorevolmente il gusto del pubblico. Al contrario nel film di Opzetek vediamo i vivi e i morti interagire tra loro, perchè i piani delle loro vite parallele si fondono, lasciando intravedere nella soluzione del giallo la possibile speranza per un’armonia ritrovata.

ELIO GERMANO, LA VERA MAGNIFICA PRESENZA. E’ stato lo stesso Opzetek a dire che la chiave di lettura del suo film sta in Elio Germano perchè ha saputo dare al personaggio che interpreta un valore di purezza e di solitudine, insieme al rifiuto di indossare qualsiasi maschera. Spiega infatti ” La cosa più bella di questa storia è la rivendicazione, l’orgoglio della debolezza, della sensibilità. Degli aspetti più fragili di noi, che di solito calpestiamo“.  Un film dove ognuno di noi, cercandola, potrà trovare nella narrazione qualcosa di sè.

 

 

Google+
© Riproduzione Riservata