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25 marzo 2012

Per l’Accademia di Belle Arti di Macerata un nuovo Istituto di Restauro delle Marche

È stata presentata venerdì 23 marzo, presso l’auditorium Svoboda dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, la nuova sede dell’Istituto di Restauro delle Marche accreditato per la preparazione di restauratori nell’ambito del percorso formativo numero 2 che riguarda principalmente dipinti su supporto ligneo nonché manufatti, arredi e strutture lignee. Nell’ambito del restauro, l’offerta formativa, riservata normalmente in modo esclusivo a scuole di alta formazione, si è allarga nel novembre scorso a una nuova Accademia, quella di Macerata, appunto, e che è seconda solamente a quella di Napoli, unica altra Accademia italiana accreditata dalla commissione interministeriale di MIUR e MIBAC.

Il corso, a ciclo unico di durata quinquennale, sarà ora ospitato nei locali dell’ex convento delle Clarisse messo a disposizione dal comune di Montecassiano e da pochi anni restituito alla cittadinanza in tutta la sua bellezza dopo un lungo restauro. La struttura è stata ovviamente oggetto di lavori che ne permettessero l’inserimento della nuova scuola nei locali e prevede la disponibilità di un gabinetto scientifico e di diagnostica.

Quello raggiunto dall’Accademia di Belle Arti di Macerata è il degno traguardo di un lungo lavoro svolto nel corso degli anni a partire dalla prima cattedra di restauro istituita dal prof. Guido Bruzzesi nel lontano 1978 e che è stata poi seguita dall’istituzione del corso sperimentale di teoria e tecnica della conservazione dei Beni culturali da parte della prof.ssa Francesca Pappagallo tra i massimi restauratori delle opere del grande Lorenzo Lotto e futura direttrice dell’Istituto di Restauro delle Marche.

Il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, Giorgio Marangoni, ha tenuto a sottolineare come la presenza di un istituto in grado di fornire una formazione di tale eccellenza sia di buon auspicio per “una zona come le Marche piena di beni culturali a volte tralasciati e che non sappiamo dove mettere” nella speranza che queste opere d’arte “possano essere riportate alla luce con il lavoro di studenti che un giorno saranno professionisti” e l’istituto divenire col tempo un punto di riferimento per le amministrazioni del territorio marchigiano.

 

 

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