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3 marzo 2012

Quando le cabine telefoniche diventano biblioteche.

Vecchie cabine telefoniche ormai in disuso vengono adibite a biblioteche pubbliche. Succede a New York City. La trovata è dell’architetto John Locke che ha pensato bene di svecchiare il sistema bibbliotecario tradizionale e di riversarlo per strada nel vero senso della parola. Il suo progetto, ancora in via sperimentale, consiste nel convertire le cabine telefoniche inutilizzate in biblioteche urbane.

La cabine telefoniche, nate come strumento comunicativo, sono state soppiantate dalla massiccia presenza di telefoni cellulari. Oggi sono solo degli spazi di affissaggio di qualsiasi genere. Ma ci sono ancora alcune generazioni che le guardano con sguardo nostalgico. Allora, prima che esse vengano smantellate definitivamente, perché non riportarle in vita, magari con una funzione alternativa? E’ così che Locke ha ridato valore alle cabine trasformandole in biblioteche free in cui praticare il book-crossing, ossia prendere in prestito un libro trovato e riporne un altro. Qui il concetto di possesso cade di fronte a questo modo di fare in quanto i libri sono a disposizione degli “utenti” in modo gratuito e senza limiti di tempo. Insomma le cabine-biblioteche diventano delle ottime postazioni culturali che sono in linea con lo stile fast e take-away dei cittadini newyorkesi. E’ un’idea nobile quella dell’architetto perché, oltre a decorare visivamente i perciapiedi, si favorisce uno scambio culturale degno di nota.

Ora, l’esperimento è partito da New York, dove però l’esito non è stato dei migliori. Una cabina-biblioteca è stata sistemata in un quartiere periferico e isolato dove nel giro di poche ore sono stati rubati non solo i libri che, rimpiazzati nuovamente, sono stati sottratti un’altra volta, ma addirittura sono stati presi gli scaffali. La seconda, invece, è stata realizzata in un quartiere residenziale, quindi più frequentato, intorno c’era una fermata di metropolitana, una scuola e una Chiesa. Qui, dopo un timido approccio iniziale, l’esperimento ha funzionato per qualche settimana. Tuttavia, anche qui poco dopo sono stati sgraffignati libri e mensole.

Il problema della non riuscita (se non totale) dell’esperimento forse è dovuto al fatto che Locke non abbia lasciato regole scritte o quanto meno delle indicazioni che spiegassero come funziona il book-crossing. Forse l’affissione di insegne suelle stesse cabine del tipo “condividi” o “prendi in prestito” avrebbero aiutato maggiormente le persone.

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