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27 marzo 2012

Ripensare la Falck: 10 studenti del Politecnico di Milano con Renzo Piano

Le aree industriali dismesse rappresentano per amministratori locali, architetti e developers una grande sfida progettuale. E dalle sfide, sempre, s’impara. E’ per questo motivo che martedì 27 marzo alle ore 10, nell’Aula Magna del Politecnico di Milano è stato presentato il laboratorio didattico che vedrà coinvolti gli studenti dell’Ateneo, Renzo Piano Building Workshop (RPBW) e Bizzi & Partners Development nello studio degli interventi di riqualificazione dell’ex Area Falck a Sesto San Giovanni sviluppati da RPBW.

L’idea di questo laboratorio è maturata insieme a Renzo Piano, che da quest’anno è entrato a far parte dell’Advisory Board del Politecnico di Milano, l’Ateneo dove ha compiuto la sua formazione di architetto.

La collaborazione tra RPBW, Bizzi & Partners Development e il Politecnico di Milano nel progetto di Sesto San Giovanni è così organizzata: ogni semestre saranno selezionati un massimo di 10 studenti dell’ultimo anno delle Lauree Magistrali delle Scuole di Architettura e Società, Architettura Civile, Design e Ingegneria Edile-Architettura.

Le domande presentate per fare parte del primo gruppo di lavoro sono state 106.

I ragazzi selezionati avranno l’opportunità di:

–       seguire seminari tenuti da docenti del Politecnico e da progettisti coinvolti nel progetto;

–       essere coinvolti in attività di sviluppo del progetto, incontrando l’architetto Renzo Piano ed suoi collaboratori, insieme al development team della Bizzi & Partners.

–       prendere parte ad attività di ricerca e progettazione su casi di studio concordati;

–       produrre report sulle attività svolte.

La parte “pratica” sarà preceduta da una teorica che prevede lo studio storico dell’archeologia industriale a Sesto San Giovanni e della Falck oltre che delle esperienze nazionali (ad es. Bicocca) e internazionali (ad es. Parco della Ruhr) di riqualificazione di aree industriali.

Gli studenti analizzeranno inoltre lo stato dell’arte degli edifici dell’area e ricercheranno la documentazione necessaria a supporto della loro candidatura all’Unesco come patrimonio d’interesse mondiale. Tutte le attività si svolgeranno all’interno di strutture appositamente identificate all’interno dell’area.

A fine giugno 2012 sarà presentato il primo report dei partecipanti al laboratorio didattico.

“Abbiamo colto l’opportunità di avviare questa collaborazione – afferma Davide Bizzi– in quanto riteniamo molto importante il coinvolgimento del mondo dell’università in un progetto di grande interesse come quello della riqualificazione delle ex aree Falck. Le diverse suggestioni che saranno elaborate dagli studenti di questo corso interdisciplinare rappresenteranno un utile contributo per lo sviluppo dell’intero progetto”.

“Sono particolarmente contento che si sia potuto dare vita a questa collaborazione con il Politecnico. E’ un momento importante – prosegue Renzo Piano – Trovo anche molto significativo che le prime attività “dentro” le aree della vecchia fabbrica dal tempo non recente della sua chiusura, come un simbolico  riappropriarsi di un mondo dimenticato al di là del “muro della Falck”, non siano le abituali operazioni pesanti di edilizia ma quelle immateriali della ricerca e dello studio da parte di giovani studenti universitari e dei loro insegnanti. Come moderni pionieri o giovani esploratori avranno oggi l’opportunità di riabitare un luogo che ha fatto la storia di questo Paese e segnare un nuovo inizio: da fabbrica di acciaio a fabbrica di idee.

Mi auguro che la loro energia temperata dagli strumenti della scienza e della conoscenza possa essere il primo concreto atto di recupero; una testa di ponte collocata nel centro esatto di quello che oggi è un vuoto urbano e affettivo e che invece presto diventerà laboratorio di studio, di sperimentazione ma anche luogo di comunicazione e partecipazione per l’intera comunità locale. Mettiamoci impegno”.

“Credo che per gli studenti del Politecnico di Milano questa sia una grande opportunità – conclude il Rettore dell’Ateneo, Giovanni Azzone – Potranno infatti mettere alla prova quanto imparato in aula affiancando professionisti di livello internazionale da cui potranno apprendere metodo, tecnica e passione. Ricercare sinergie d’eccellenza con il mondo del lavoro e delle professioni è uno degli obiettivi del Politecnico”.

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