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19 marzo 2012

Facoltà di Ingegneria de La Sapienza: rombano i motori

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Facoltà di Ingegneria de La Sapienza

Facoltà di Ingegneria de La Sapienza

Culla di ingegneri promettenti sembra essere la Facoltà di Ingegneria de La Sapienza, dove grazie al progetto del Team Sapienza Corse il futuro dell’automobilismo made in Italy potrebbe far un salto in avanti affiancando l’esperienza e la professionalità dei grandi del settore della ben nota Germania e degli Stati Uniti.

Eh già, perché proprio dagli States è nata nel 1981 la Formula Sae Student con l’intento di far crescere e diffondere la passione e lo studio portato avanti dai giovani ingegneri, motori a scoppio del futuro automobilistico del domani. Le gare, le officine, il grasso dei motori, le planimetrie, lo studio sull’aerodinamica, tutte componenti del manuale del buon ingegnere progettista che segue la sua creatura dall’ideazione alla messa a punto su pista; quando il suo sogno diviene realtà e il bolide “mangia asfalto” corre e ruggisce alla ricerca del record, del primato.

Pian piano anche in Europa questo progetto si è diffuso a macchia d’olio ed oggi il Team Sapienza Corse di Roma è entrato in uno scenario che potrà presto regalargli il prestigio che merita: l’impegno e la dedizione di questi ragazzi della Facoltà di Ingegneria de La Sapienza risulta encomiabile ed i risultati ottenuti nel corso degli ultimi anni lo dimostrano sfacciatamente. Gli studi condotti hanno portato alla realizzazione della monoposto intitolata “la Gajarda”, che riprende un tipico aggettivo romanesco che sta ad indicare un qualcosa di sfrontato e accattivante e perché no, al passo con i tempi.

L’automobile, decisamente all’avanguardia sotto tutti gli aspetti tecnici, presenta un motore Honda CBR 600F, 4 cilindri in linea aspirato, rivisto e modificato in alcune sue parti: il cambio è un sequenziale elettro-attuato 4 marce, con cambio al volante, la lubrificazione è a carter secco. Accorgimenti tecnici anche nel pacco frizione e antisaltellamento.

Non c’è che dire, anni di studi e di ricerca dalla Facoltà di Ingegneria de La Sapienza hanno portato a livelli sorprendenti la produzione ingegneristica e occorre incentivare gli universitari perché possano continuare sulla cresta di quest’onda positiva alla ricerca di mari sempre più ambiziosi. Servirebbero maggiori sovvenzioni, i miseri 20.000 euro messi a disposizione nel 2011 non possono coprire l’enorme crescita tecnologica e tecnica prevista per i prossimi anni.

Sorge spontaneo chiedersi: perché in Italia case automobilistiche rinomate  nel panorama mondiale come Ferrari e Maserati, tanto per citarne due a caso, non offrono concretamente supporto ed esperienza a giovani così determinati e formati da far gola a qualsiasi scuderia di F1? Perché non funziona come negli altri paesi europei dove le aziende seguono e investono sui giovani? Domande a cui ancor oggi non sembra facile trovar risposta.

Godiamoci comunque i nostri giovani e le potenzialità che, apparentemente nascoste, offrono le mura delle nostre valide Università. Accendiamo i motori e scendiamo in pista!

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