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17 marzo 2012

Senza Omega3 il cervello invecchia prima

Da sempre conosciuti come ottimi alleati della buona salute, gli Omega3 sono una categoria di grassi essenziali, indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo. Noti soprattutto per la loro presenza nelle membrane cellulari e per il mantenimento della loro integrità anche dopo la cottura degli alimenti, gli Omega3 sono presenti nel pesce, negli oli vegetali, e in altri comuni alimenti presenti soprattutto nella dieta mediterranea.

Numerosi studi hanno dimostrato che le persone colpite da infarto del miocardio, e in generale con problemi cardiaci, trattate con diete ricche di Omega3 presentavano riduzione degli infarti, della morte improvvisa, ictus e della mortalità totale rispetto a quelli che non avevano ricevuto alcun trattamento. I benefici apportati da queste sostanze, sono stati riconosciuti da tempo dalla scienza, a tal punto che gli integratori di Omega3 sono considerati dei veri e propri farmaci, spesso dispensati dal SSN.

Recentemente si è tornato a parlare di Omega3, questa volta però i benefici dei grassi sani non riguarderebbero soltanto quelli apportati al cuore e alla circolazione sanguigna. Una diete carente di Omega3 è stata associata a un invecchiamento rapido del cervello, compresa la perdita di memoria e altre funzioni cognitive. Secondo una ricerca della University of California a Los Angeles (UCLA), il cervello di chi ha pochi Omega3 nel sangue appare più vecchio, accostando a questo anche una notevole diminuzione del volume della materia grigia.

Oggetto dello studio pubblicato su Neurology, la rivista dell’American Academy of Neurology, sono stati principalmente gli acidi DHA ed EPA, che si trovano nel pesce, escludendo invece quelli che si trovano negli oli vegetali (ALA). «Le persone con livelli più bassi di Omega3, inclusi l’acido docosaesaenoico (Dha) e l’acido eicosapentaenoico (Epa), nel sangue – ha spiegato Zaldy S. Tan, autore principale dello studio- hanno un volume cerebrale inferiore equivalente a circa due anni di invecchiamento della struttura cerebrale».

I ricercatori della UCLA hanno preso in esame 1.575 persone con un’età media di 67 anni, senza diagnosi di demenza. I soggetti sono stati sottoposti a scansione cerebrale per mezzo della risonanza magnetica per valutare le condizioni strutturali del cervello e la sua attività. I volontari sono stati inoltre oggetto di test per misurare le funzioni mentali, l’Indice di Massa Corporea e i livelli nel sangue degli acidi grassi Omega3.

Dai risultati delle analisi del sangue si è scoperto che a fare la differenza erano gli Omega3 del tipo DHA. Difatti, nelle persone che avevano bassi livelli di questi grassi è stato osservato un volume cerebrale minore, rispetto a coloro che presentavano livelli più alti di DHA. I ricercatori hanno scoperto inoltre che chi aveva un livello inferiore al 25 percento di questi grassi nel sangue, ha avuto più problemi nei test di memoria visiva e nelle funzioni esecutive, in particolare quando si trattava di risolvere dei problemi ed eseguire più attività contemporaneamente, come la risoluzione dei problemi, il ragionamento multi-tasking, quello astratto.

In conclusione, il dottor Tan e colleghi ritengono che questo suggerisca come una scarsità di Omega3 possa essere collegata all’invecchiamento precoce del cervello che, in questo caso, si è evidenziata da una ridotta massa cerebrale e difficoltà nelle funzioni cognitive. Insomma inserire nella propria dieta alimenti che contengono gli acidi grassi Omega3 è importante nella prevenzione dell’invecchiamento precoce del cervello che può anche portare a una serie di malattie gravi tra cui la demenza o l’Alzheimer.

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