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11 marzo 2012

Sit-in e scontri nelle università saudite: è la rivolta delle studentesse

Arabia Saudita e dalla sconosciuta Abha, mancata per pochi chilometri al territorio yemenita, le studentesse dell’Università femminile Re Khaled di Abha sfilano in otto mila. Veli neri, pugni serrati e voce squarciante. Uno sciame compatto alle porte di una nuova Primavera araba.

Da mercoledì mattina le studentesse sfidano la rigida polizia di stato. Una manifestazione pretestuosamente nata come una denuncia al degrado delle aule universitarie. Di fatti nelle facoltà di lettere e magistero mancano attrezzature e le condizioni igienico-sanitarie minime.

Ma con l’intervento delle forze di sicurezza voluto dall’università il sit-in femminile si è trasformato in scontro frontale e violento, fronteggiato da ragazze arcaicamente costrette in pesanti abiti neri che pretendono di vestirsi come vogliono, di vivere a fianco della tecnologia, tra internet e cellulari.

La rivendicazione delle libertà, ha immediatamente sortito la violenza delle guardiane dell’università che hanno tentato di inibire le ragazze con idranti ed estintori. Ma nulla ha placato la rivolta inasprita ancora di più con l’arrivo delle forze religiose prima e delle forze dell’ordine dopo.

Inevitabilmente ci sono stati molti feriti: 53 ragazze ferite, 22 di loro ricoverate in ospedale. Non ancora ufficializzate le voci di una ragazza che durante gli scontri avrebbe avuto una crisi epilettica e di un’altra che avrebbe abortito.

Il governatore della regione ha aperto un’inchiesta sull’accaduto.
Intanto le studentesse hanno coinvolto nella protesta anche alcuni ragazzi, tutti studenti. “Siete tutti invitati a partecipare”, scrivono sulle loro bacheche facebook.

Nonostante la violenza, loro non si placheranno. Anzi sono previsti altri sit-in. Ancora un caso di rivolta che parte dal basso, senza coinvolgere le èlite intellettuali, ma per imput dei più giovani proiettati alla globalizzazione, che amano internet e grazie ai blog e ai social ispirano la forza di ogni primavera araba.

Questa è solo l’ultima rivolta, partita da un’insperabile remota collina dispersa nell’Arabia Saudita, ma la forza che la porterà lontano è la matrice femminile in uno Stato ancora assoggettato al dominio degli uomini.

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