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3 marzo 2012

Tablet dal pensiero all’azione: il Brindisys per tradurre il pensiero

Il documentario secondo Bill Nichols
Tablet dal pensiero all'azione

Tablet dal pensiero all’azione

Tablet dal pensiero all’azione: il Brindisys per tradurre il pensiero.

Oggi tradurre il pensiero in azione è possibile. Il sistema è stato elaborato dalla Fondazione Santa Lucia di Roma per i malati di sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Il suo nome è Brindisys.

Il grande vantaggio di questo modello è che non è invasivo, infatti, rispetto ai prototipi precedenti non è prevista alcuna installazione di chip nel cervello del paziente.

Si presenta come un modello completo composto da: cuffia, che recepisce i segnali inviati dal cervello, e da un dispositivo che li traduce e invia i dati recepiti a un tablet. L’azione parte dal tablet, infatti, è da quest’ultimo che parte l’input per realizzare l’azione.

Febo Cincotti, ricercatore della Fondazione Santa Lucia, ci tiene a sottolineare che non si tratta di “una lettura del pensiero“.

Il modello traduce ciò che il paziente vuole. Il sistema Brindisys non è, ad oggi, disponibile sul mercato. Sarà indicato per i pazienti che hanno totalmente perso le capacità motorie.

La Sla è una malattia che comporta col tempo la paralisi dei muscoli ma vengono conservate le capacità mentali. Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione AriSla e dall’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. La malattia purtroppo col passare del tempo progredisce e non permette più di parlare, di muovere gli occhi e le mani.

I sistemi precedenti hanno bisogno di una possibilità d’azione da parte del paziente e quindi non possono accompagnarlo in tutti i suoi stadi. Sono, infatti, strumenti  che prevedono l’utilizzo del mouse o del joystick o funzionanti tramite la modalità touch screen.

Il Brindisys quindi costituirebbe una grande innovazione.

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